Il guru dell'estrema sinistra spagnola si comporterebbe come il più spietato dei padroni delle ferriere. Almeno, questa è l'accusa che grava su Pablo Iglesias, fondatore di Podemos e astro nascente della "extrema izquierda" tra la seconda metà degli anni Dieci e l'inizio dei Venti.
Tutto nasce da un comunicato della CNT, la Confederación Nacional del Trabajo, un glorioso ma oggi secondario sindacato iberico. Nel documento la sigla parla di "turni di lavoro di 12 o 14 ore, cambiamenti organizzativi improvvisi, ripetute violazioni dei diritti fondamentali del lavoro e situazioni di trattamento degradante da parte dei dirigenti aziendali" alla Taberna Garibaldi, locale madrileno nel popolare quartiere di Lavapiès fondato tra gli altri proprio da Iglesias. Un ristorante decisamente militante, nel quale troneggia tra l'altro il poster in cui Raffaella Carrà afferma "Siempre voto comunista", affiche molto popolare nel mondo ispanico. Nato come spazio antifascista, con nel menu piatti decisamente "militanti" come Cocido garibaldiano e Rafioli feministerio. Nel 2025 il locale raccolse oltre 148mila euro su una piattaforma di crowdfunding per potersi spostare in uno spazio più grande rispetto alla piccola sede iniziale, ma raccolse anche accuse di irregolarità amministrative e legate alla sicurezza degli spazi. Oggi nuove grane: il caso degli abusi sui lavoratori, secondo El Español, finirà all'attenzione della Inspección de Trabajo.
Tutto nasce dalla denuncia di una dipendente, che ha raccontato le condizioni estreme in cui è stata costretta a lavorare nel locale in calle de Miguel Servet: "Ti trattano come una scoria", dice lei. "Non possiamo accettare che spazi che si definiscono progressisti, femministi, trasformativi o impegnati nella giustizia sociale mantengano al loro interno pratiche lavorative che riproducono esattamente ciò contro cui affermano di combattere. Il femminismo e la democrazia devono essere praticati anche sul luogo di lavoro", rimarca il sindacato.
Va detto che molti dipendenti hanno preso le distanze dalla denuncia del sindacato.
In un comunicato reso noto anche sui canali social, i dipendenti del ristorante di Iglesias, sottolineano che si tratta probabilmente della ripicca dell'"unica lavoratrice iscritta a quel sindacato", che "non condividiamo quanto affermato in quel comunicato" e "non sappiamo se sia stato reso pubblico con il consenso della nostra collega, che si trova in situazione di assenza per malattia", che "quando si sono verificati problemi sul lavoro li abbiamo affrontati e risolti dialogando con i collegi incaricati dell'amministrazione" e che infine "non accettiamo che venga sfruttata la notirietà di uno dei soci per favorire interessi polticie e mediatici che ci sono estranei". Ma secondo la CNT "il divario tra la retorica e la realtà sul posto di lavoro rimane incolmabile".