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Calenda in Azione contro tutti: adesso litiga anche con Marattin

I liberaldemocratici: "Alleiamoci". Ma l'ex ministro sbotta. E poi si ingarbuglia tra Salis e campo largo

Calenda in Azione contro tutti: adesso litiga anche con Marattin
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Il marchio politico di Carlo Calenda è diventato (o forse è sempre stato) il litigio. Luigi Marattin, leader del piccolo Pld, ha offerto al leader di Azione un'alleanza centrista. Marattin, ex esponente del Pd prima e d'Italia viva poi (anche lui è evidentemente solito cambiare idea), ha proposto a Calenda una federazione sul "modello di Avs". In buona sostanza, l'ex renziano ha tentato Calenda, chiedendogli di fare i novelli Bonelli e Fratoianni ma in una chiave squisitamente centrista. Marattin - per necessità statistica - ci ha provato e Calenda, strano, ha declinato. Pare proprio non abbia preso bene l'esempio del duo di Avs. E l'esito non cambia: hanno litigato. Da qui, le interviste del leader del partitino centrista. Occasioni in cui l'ex parlamentare d'Iv ha sottolineato la mancanza di "condizioni politiche" (al Riformista) per la costituzione di un'alleanza terza. Peccato perché una formazione con un così spiccato tasso di rissosità avrebbe divertito.

Ma l'ex ministro dello Sviluppo economico, non è una novità, resta il principe dei volubili. Dopo un animato confronto bolognese con l'ex premier Romando Prodi (l'occasione è stata la presentazione del libro di Calenda), l'ex candidato a sindaco di Roma, tra un appello riformista e un sogno europeista, ha cercato di sparigliare di nuovo.

Prima ha incalzato l'ex premier, attaccando il "campo largo", salvo poi aprire nell'immediato all'ipotesi che a guidare la coalizione di centrosinistra sia il sindaco di Genova Silvia Salis. Ipotesi del tutto peregrina ma una certezza l'abbiamo: qualora a guidare il centrosinistra fosse davvero la Salis, Calenda litigherebbe anche con lei in un battibaleno.

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