La candidata del Pd fa propaganda elettorale con email dell'Università

Elisabetta Gualmini, docente dell'Unibo, ha utilizzato il suo indirizzo di posta universitaria per chiedere di essere votata

La candidata del Pd fa propaganda elettorale con email dell'Università

Candidarsi alle Europee e utilizzare l'email universitaria per fare propaganda elettorale, chiedendo di essere votata? Fatto. Ci ha pensato la Elisabetta Gualmini, docente ordinario dell'Università di Bologna, che si è candidata all'Europarlamento come capolista donna per il Partito Democratico nella circoscrizione Nord-Est.

La Gualmini, che peraltro da quattro anni è la vice di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, è stata colta in castagna, scatenando l'ira delle opposizioni e dello stesso Ateneo.

A sollevare il caso ci ha pensato il Blog delle Stelle, rilanciando le accuse dei consiglieri regionali M5s Silvia Piccinini e Andrea Bertani, che hanno attaccato frontalmente la dem, insegnante di Scienze politiche all'Alma Mater Studiorum, per aver spedito "migliaia di mail agli indirizzi ufficiali dei dipendenti dell’Ateneo" servendosi per l’appunto dell'indirizzo di posta elettronica universitario "elisabetta.gualmini@unibo.it".

Una "pappardella" in cui la prof dem fa campagna elettorale, richiedendo di scrivere il suo nome sulla scheda elettorale (e invitando anche amici e conoscenti a farlo), dopo aver spiegato il proprio percorso lavorativo e universitario. Infine, foto e firma. Insomma, "votatemi."

Bene, il Movimento 5 Stelle urla allo scandalo (così come Forza Italia e Lega) e parla di caso clamoroso e l'Unibo stessa non minimizza affatto l'accaduto, sostenendo ufficialmente di non aver ricevuto alcuna autorizzazione da parte della propria dipendente circa l'utilizzo della mail "aziendale"; autorizzazione che in ogni caso sarebbe stata negata in quanto contraria al codice accademico. "L'azione non è passata attraverso una richiesta di autorizzazione per l'invio multiplo di mail all'indirizzario dell'Ateneo", un passaggio della nota di precisazioni diramata dall’Unibo.

Ecco, una bell'autogol per la Gualmini che ora, oltre alla propria figuraccia e all'imbarazzo in cui mette il Partito Democratico, rischia anche sanzioni disciplinari e magari anche il posto: pare, infatti, che l'Università stia valutando di aprire una procedura interna nei confronti della candidata del Pd, così da prendere provvedimenti.

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