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Capolinea Starmer. Il premier assediato all'ultima trincea. "Oggi può lasciare"

Ministri pronti ad appoggiare Burnham. Trump lo critica. Lui: "Penserò al Paese"

Capolinea Starmer. Il premier assediato all'ultima trincea. "Oggi può lasciare"
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Le indiscrezioni si sono rincorse per tutta la giornata di ieri e oggi per Keir Starmer potrebbe essere il giorno della verità. Almeno questo è quanto affermavano i giornali della domenica secondo i quali il Premier britannico aveva le ore contate e in mattinata potrebbe annunciare la data per le sue prossime dimissioni.

Dopo il trionfo del sindaco di Manchester Andy Burnham alle elezioni suppletive di Makerfield - che gli garantiscono di poter avviare una corsa alla leadership laburista - Starmer aveva assicurato di voler rimanere al proprio posto. Nelle ultime ore però il tono delle dichiarazioni a Downing Street è molto mutato, perdendo il suo accento combattivo. Parlando a nome del governo, il segretario per gli Affari Peter Kyle, intervistato nel programma politico di punto della Bbc, ha dichiarato che il Primo Ministro "è consapevole della realtà politica e farà quello che è meglio per il Paese". "Non voglio venire qui a dire di essere deluso che non ci siano forze politiche al lavoro che vogliono sfidare il Premier come leader, questo sta chiaramente accadendo" ha aggiunto Kyle, che però si è rifiutato di svelare quali siano i piani specifici di Starmer.

Downing Street ha ripetuto anche ieri la volontà del Premier di partecipare a qualsiasi corsa alla leadership si voglia innescare e di certo esistono all'interno del partito già diverse fazioni che spalleggiano questo o quel candidato. Per ora però, nessun ministro dell'esecutivo si è fatto avanti pubblicamente per chiedere a Starmer di farsi da parte.

L'ipotesi che oggi il Premier annunci le sue dimissioni si è diffusa tra i componenti del governo e una fonte dell'Observer ha dichiarato di aspettarsi "che lui faccia la cosa giusta per il paese, annunciando una sorta di tabella di marcia per la sua uscita di scena, molto probabilmente in autunno". Benché Kyle abbia ammesso di non sapere come si evolverà la situazione, ai giornalisti ha descritto uno Starmer impegnato in una riflessione profonda sul proprio futuro, attento a non danneggiare l'interesse nazionale.

Dando per certo un passo indietro del Premier, rimane l'incertezza sulla modalità con cui verrà eletto il suo successore, poiché un'incoronazione di Burnham è soltanto una delle ipotesi. L'ex ministro alla Sanità Wes Streeting, che non ha mai fatto mistero delle sue ambizioni, potrebbe voler sfidare il sindaco di Manchester in un contesto più ampio. "Dobbiamo imparare la lezione dei Tories che quando vedono un problema nel loro partito, pensano sempre che cambiare la persona al comando risolva tutto, ma non è così che funziona" ha ricordato Kyle. È vero però che Starmer è estremamente impopolare al momento e la sua leadership si è rivelata spesso troppo debole.

Secondo il Presidente americano Trump, che ha voluto inserirsi nel dibattito politico nazionale con un post su Truth, Starmer si dimetterà, avendo malamente fallito su due importanti questioni: l'immigrazione e l'energia. La dichiarazione ha messo in forte imbarazzo Downing Street ma il rapporto tra i due leader si era incrinato da tempo, quando Starmer si era rifiutato di farsi coinvolgere nel conflitto con l'Iran.

Nel frattempo giungono i primi sondaggi sui suoi possibili successori. Secondo quello di YouGo, il 45% dei supporter laburisti vorrebbero Andy Burnham come primo ministro, il 24% Starmer, il 7% Angela Rayner e il 4% Streeting. La partita è ancora aperta.

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