Cartelle e lavoro, proroghe in arrivo

Lunedì dl per rinviare di due mesi le notifiche e i licenziamenti nei settori in crisi

Cartelle e lavoro, proroghe in arrivo

Un decreto «a sorpresa» per prorogare l'invio delle cartelle esattoriali e il blocco dei licenziamenti nei settori in maggiore difficoltà dovrebbe essere varato dal Consiglio dei ministri che potrebbe essere convocato lunedì prossimo. La sortita è stata resa possibile dal minore «tiraggio» rispetto alle previsioni del dei due dl Sostegni-bis che al momento registrano un avanzo di circa 5,5 miliardi tra ristori e crediti di imposta non erogati. Il ministro dell'Economia, Daniele Franco, e il premier Mario Draghi hanno così potuto assecondare i partiti di maggioranza che da una parte spingevano per limitare lo sblocco dei licenziamenti escludendo i comparti maggiormente provati dalla crisi come calzaturiero, tessile e turismo.

Allo stesso modo, tutto il centrodestra nelle ultime settimane ha compattamente chiesto un'ulteriore proroga per l'invio delle cartelle esattoriale che avrebbe dovuto ripartire dal primo luglio. Il provvedimento, inoltre, non presenterebbe criticità visto che si muove sul solco delle altre proroghe attivate dagli inizi della pandemia. Lo stop alle notifiche verrebbe esteso al 31 agosto, altri due mesi dunque. Nel testo dovrebbero essere inoltre inserite le norme per la proroga dei termini di ripresa dei pagamenti delle 16 rate della rottamazione.

Il punto forte del decreto è costituito dalle norme per il blocco selettivo dei licenziamenti, auspicate tanto dal ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti, quanto soprattutto dal titolare del Lavoro, Andrea Orlando. L'ipotesi di lavoro prevede di spostare al 31 ottobre il termine della cassa-Covid e dello stop ai licenziamenti, come già accade per le aziende del terziario e le piccole imprese che usano la cassa in deroga. In cantiere anche le decontribuzioni per il turismo e le norme per favorire le assunzioni di giovani a fronte del prepensionamento dei lavoratori ai quali manchino almeno 5 anni per i requisiti.

Il nuovo decreto, che sarà riassorbito come emendamento al dl Sostegni-bis, dovrebbe prevedere anche il rifinanziamento per circa 700 milioni della nuova legge Sabatini con gli incentivi per le piccole e medie imprese che rinnovano macchinari e attrezzature. La misura è senza coperture dal 2 giugno scorso.

Secondo quanto si apprende, per la copertura del provvedimento dovrebbero essere utilizzate circa 3 miliardi di euro rivenienti dagli stanziamenti avanzati. Il resto dovrebbe essere messo a disposizione della maggioranza (ma non per l'intero importo di 2,5 miliardi) per le modifiche al Sostegni-bis tra le quali l'estensione dei ristori anche le imprese con fatturato tra 10 e 15 milioni di euro. La misura era stata anticipata dal ministro Franco e non è detto che non possa essere inserita nel nuovo dl. Tra le altre iniziative al vaglio il rifinanziamento della rottamazione auto, i sostegni alla ristorazione, gli aiuti per le fiere e la moda e gli incentivi per la patrimonializzazione delle imprese. Non è escluso che si possa rimetter mano alla normativa sulle deduzioni fiscali delle banche per agevolare la privatizzazione del Monte dei Paschi di Siena anche in formato «spezzatino».

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