Casa e tasse sugli affitti spunta l'ipotesi aumenti. I proprietari si ribellano

Il governo valuta il ritocco della cedolare secca dal 21 al 23%. Confedilizia: "È un suicidio"

Casa e tasse sugli affitti spunta l'ipotesi aumenti. I proprietari si ribellano

L'ipotesi di una cedolare secca in rialzo dal 21 al 23% fa infuriare Confedilizia. Il possibile aumento dell'aliquota - che non riguarderebbe quella del canone concordato al 10 % - sarebbe emerso, come riportato da Italia Oggi, durante una serie di confronti tra il ministero dell'Economia e i gruppi di maggioranza nell'ambito della discussione sulla delega fiscale. La sola idea viene definita un «suicidio» dall'associazione. Scongiurato l'anno scorso - quando era finito nei documenti conclusivi sulle proposte per la riforma fiscale delle commissioni Finanze di Camera e Senato - l'aumento sarebbe tornato sul tavolo del confronto tra i partiti e il governo, con la possibilità di una fase transitoria in cui permarrebbe la tassazione al 21% per poi essere ritoccata al rialzo.

«Il governo e la maggioranza avrebbero concordato di aumentare le tasse sugli affitti delle case, attraverso un incremento dell'aliquota della cedolare secca nell'ambito della riforma fiscale - dice il presidente Giorgio Spaziani Testa - chiediamo se questa misura trovi davvero d'accordo Forza Italia e la Lega, che hanno istituito la cedolare nel 2011, e il Movimento 5 Stelle, che l'ha estesa per un anno ai negozi nel 2019 insieme con la Lega (che giustamente chiede di ripristinarla). Nel merito, si tratterebbe senza dubbio di un'ottima mossa per creare emergenza abitativa - continua - scoraggiando ulteriormente la locazione degli immobili, già messa in crisi dal blocco degli sfratti. Un suicidio economico-sociale in piena regola».

Un'ipotesi da cui si sfila subito la Lega, che ha fatto trapelare la sua netta contrarietà alla misura. L'aumento sarebbe però stato messo nero su bianco nelle proposte su cui si dialoga al Mef. E intanto slitta alla prossima settimana il tavolo tra che doveva tenersi ieri pomeriggio e che avrebbe dovuto affrontare anche il tema della cedolare secca.

La Lega ieri ha ribadito la linea sulla tassazione degli affitti: «Mantenere le cedolari sugli affitti al 10,50% sui convenzionati, al 21% sugli immobili ad uso abitativo e prevedere al 21 sugli immobili commerciali come la Lega aveva ottenuto nella legge di bilancio 2019», spiegano i deputati della Lega Massimo Bitonci e Alberto Gusmeroli. E mentre si sta tentando di trovare una mediazione nel governo sulla flat tax per evitare spaccature della maggioranza come già avvenuto per il catasto, il Carroccio ricorda al governo le sue proposte sul Fisco: «L'Italia non è un Paese per il sistema duale. Introdurre nella delega fiscale una tassazione unica ad aliquota proporzionale per tutte le tipologie di reddito, sistema che non a caso esiste solo nei Paesi scandinavi, sarebbe solo un'operazione demagogica. Nel nostro attuale regime esistono già diverse flat o imposte proporzionali che funzionano bene, diversificando le varie basi imponibili. La Lega lo ribadirà ancora al governo nei prossimi giorni. Insisteremo con la massima determinazione sulla necessità di introdurre la mini flat tax, con uscita graduale dal tetto dei 65mila euro di fatturato».

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