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Caso escort: Bastoni dà forfait. Sentiti Maldini e Bonifazi

Il calciatore doveva presentarsi in Procura oggi. "Mai avuto rapporti a pagamento"

Caso escort: Bastoni dà forfait. Sentiti Maldini e Bonifazi
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Non si presenterà in Procura a Milano per essere interrogato Alessandro Bastoni, il difensore di Inter e Nazionale indagato per prostituzione minorile nell'inchiesta su un presunto giro di escort "al servizio" dei calciatori. Bastoni era stato convocato per oggi, difeso dall'avvocato Salvatore Scuto, che ha comunicato l'intenzione del proprio assistito di non recarsi davanti ai pm e di avvalersi - dunque - della facoltà di non rispondere.

Intanto ieri sono cominciate le audizioni di altri calciatori, convocati in Procura come testimoni (non indagati) nella stessa inchiesta. I primi giocatori che il pm Rosaria Stagnaro e il procuratore aggiunto Bruna Alberini hanno sentito, in una caserma della Guardia di finanza, sono stati Daniel Maldini, il figlio di Paolo, e il difensore Kevin Bonifazi. Oggi toccherà a Riccardo Calafiori, che milita nell'Arsenal e nella Nazionale.

L'inchiesta ruota intorno all'agenzia con sede a Cinisello Balsamo "Ma.De Milano" di Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, che avrebbe organizzato serate "all inclusive" in locali famosi della movida e hotel di lusso, in qualche caso anche con la droga della risata, per clienti vip e in particolare imprenditori e calciatori di serie A. Nel dettaglio Bastoni, 27 anni, è accusato di avere avuto nel 2020 rapporti sessuali con una ragazza che allora aveva 17 anni, la quale in cambio avrebbe ricevuto "utilità". Lui si è difeso in queste ore: "Mai avuto rapporti a pagamento". E anche la ragazza, sentita a verbale: "Non sono una escort e non ho preso soldi da Bastoni". Quello dell'interista sarebbe l'unico caso in cui è coinvolta - sempre secondo i pm - una minorenne, tra decine di giocatori che avrebbero partecipato alle serate esclusive.

Buttini e Ronchi, che sono una coppia, sono ai domiciliari, così come altri due indagati. Rispondono di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, anche minorile. Il Riesame ha confermato la misura cautelare a loro carico. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la loro agenzia di servizi offriva insieme alle altre prestazioni anche quelle a luci rosse. I clienti facoltosi che trascorrevano le serate soprattutto nel privé del Pineta, locale milanese alla moda, erano disposti a sborsare anche 12mila euro alla volta. "Solo ragazze immagine, nessuna prostituta", si sono difesi gli indagati.

Per quanto riguarda i calciatori di serie A, la specialità della Ma.

De, gli inquirenti ne hanno contati una cinquantina di Inter, Milan e di molte altre squadre in trasferta a Milano che cercavano un passatempo dopo la partita. Nei telefonini degli indagati è stata trovata una miniera di messaggi dei clienti, con richieste, commenti e pure voti alle ragazze.

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