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Chat Atm: non c'è hackeraggio, verso l'archiviazione

Battute sessiste, polemica per la vignetta sui social del gruppo "Tranvieri di Milano"

Chat Atm: non c'è hackeraggio, verso l'archiviazione
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Devono ancora terminare l'analisi delle copie forensi dei cellulari sequestrati i pm che indagano sul caso della chat sessista dei tranvieri dell'Atm, l'Azienda dei trasporti milanesi. La Procura ha aperto un fascicolo per accesso abusivo a sistema informatico e ha indagato un conducente 59enne. Ma le persone perquisite tre giorni fa sono cinque, mentre gli iscritti totali alla chat "Ticinese Staff" sarebbero otto. Sono impiegati, conducenti, ispettori e un pensionato. Quelli in servizio sono già stati sospesi dall'azienda senza retribuzione.

Dai primi accertamenti tuttavia non sarebbero emerse, fin qui, attività di intrusione informatica nei sistemi di sicurezza aziendali. Piuttosto, a quanto risulta, si tratterebbe di fotografie scattate dai tranvieri, inquadrando i video dei monitor interni ai mezzi pubblici. Nessun hackeraggio per procurarsi le immagini, dunque. Le indagini saranno verosimilmente rapide e se al termine degli accertamenti dovesse essere confermato che non ci sono state intrusioni nei sistemi informatici, a quel punto il fascicolo sarebbe destinato all'archiviazione. Intanto i pm Grazia Colacicco e Carlo Parodi, titolari dell'inchiesta delegata alla polizia locale, intendono fare la conta di quante e quali immagini siano presenti nel gruppo WhatsApp scoperto e denunciato sui social da una giovane passeggera. Si tratterebbe di immagini di passeggere ignare, con dettaglio su parti del corpo come fondoschiena e seni, corredate da commenti volgari e sessisti.

Per ora l'ipotesi d'accusa è attribuita al solo 58enne iscritto e non agli altri colleghi perquisiti. Tre di loro si sarebbero già fatti avanti con gli inquirenti, pronti a collaborare e a spiegare la propria posizione. Avrebbero pure reso dichiarazioni spontanee davanti agli agenti. D'altro canto le perquisizioni e i sequestri sono stati disposti dai pm con urgenza, anche perché qualcuno dei tranvieri aveva già provato a cancellare le foro scottanti dal telefonino. La chat incriminata sarebbe attiva da qualche anno e i membri si scambiavano messaggi anche su altro. È poi scoppiata una polemica parallela su una vignetta pubblicata sui social del gruppo "Tranvieri di Milano", che ha migliaia di follower. La vignetta riporta alcune battute che sembrano minimizzare o giustificare i membri di "Ticinese Staff". Gli amministratori del gruppo parlano di "satira", prendendo le distanze dai colleghi della chat sessista, ma le centinaia di commenti degli utenti li invitano a "vergognarsi".

Sull'ipotesi infine, sollevata da qualcuno, di indagare la ragazza che ha fotografato lo schermo del telefonino del conducente 58enne e l'ha postato per denunciarlo, in Procura sono tutt'altro che possibilisti. A meno che lui non decida di querelarla.

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