Le chat di Grillo ai ministri per sostenere l'armatore "Questo va trattato bene"

Messaggi a Toninelli e Patuanelli su Onorato. Si cercano riscontri nei lavori parlamentari

Le chat di Grillo ai ministri per sostenere l'armatore "Questo va trattato bene"

Nell'aula del tribunale fallimentare, al primo piano del palazzo di giustizia milanese, ieri si consuma l'ultimo tentativo di Vincenzo Onorato di salvare dal crac la Moby, la sua creatura dissestata. Tre piani più su, in Procura, proseguono intanto gli accertamenti sul rapporto anomalo che legava Onorato a Beppe Grillo, e che secondo gli inquirenti si è tradotto in una serie di pressioni illecite su parlamentari grillini perché aiutassero in ogni modo la compagnia dell'armatore napoletano. E se davanti al tribunale fallimentare la situazione per Onorato sembra virare al meglio, l'inchiesta per traffico di influenze si arricchisce sempre di più di nuovi dettagli. «Questo dobbiamo trattarlo bene», è il messaggio-tipo che da Grillo arrivava ai suoi uomini al governo e a Montecitorio: una commistione illegale tra attività parlamentare e business personali del Garante.

Davanti a Alida Paluchowski, presidente della sezione fallimentare, viene presentato il nuovo accordo che Onorato propone ai creditori delle sue società. Tra questi ci sono banche, obbligazionisti e i curatori della Tirrenia, la compagnia assorbita da Onorato e poi andata in dissesto anche a causa dei mancati pagamenti dell'armatore. Erano stati propri i dubbi di Tirrenia a stoppare il primo piano di salvataggio. Ma ora Onorato propone di onorare circa l'80 per cento dei suoi crediti, e la proposta - inviata alle 5,17 del mattino di ieri, a un soffio dalla scadenza dei termini - potrebbe alla fine soddisfare l'amministrazione straordinaria di Tirrenia.

Ma proprio il dissesto del suo gruppo, sorretto in buona parte dalle commesse pubbliche, è uno dei fronti su cui Onorato ha cercato di mettere maggiormente a frutto il rapporto di ferro che lo lega a Beppe Grillo. Secondo quanto emerge dalle chat dell'armatore analizzate dalla Guardia di finanza, quando l'ex comico raccomandava ai suoi di «trattare bene» Onorato si riferiva costantemente al salvataggio delle compagnie di navigazione. Messaggi in questo senso sono stati inviati sicuramente all'ex ministro dei trasporti Danilo Toninelli e - secondo quanto riportato ieri da Repubblica e non smentito - anche a Stefano Patuanelli, ministro dell'Agricoltura nell'attuale governo Draghi. In tutti i casi in cui Grillo si è rivolto ai suoi uomini ha ricevuto risposte e promesse. E si è affrettato a trasmetterle a Onorato.

La linea difensiva di Beppe Grillo è, per quanto se ne è compreso finora, basata su un doppio binario. Da una parte Grillo intende rivendicare le battaglie pro-Moby come la difesa di una impresa con diecimila dipendenti e un importante ruolo sociale; dall'altra, intende ricondurre gli aspetti più «personali» del suo attivismo anche ad una amicizia trentennale con Onorato, e non ai contratti di consulenza stipulati dall'armatore con la Beppe Grillo srl e con la Casaleggio associati. «Ma allora dovrebbe spiegarci - è la risposta che arriva da ambienti vicini all'inchiesta - perché le chat che veicolano ai parlamentari del Movimento 5 Stelle le richieste di Onorato inizino a venire inviate solo quando Moby firma i contratti di consulenza».

La situazione, insomma, non è rosea: anche se i tempi dell'indagine non si annunciano brevi. L'analisi delle chat è sostanzialmente già terminata, ma il lavoro della Finanza sarà ora incrociarle con i lavori parlamentari per trovare riscontro. Non si esclude che in realtà Grillo abbia millantato con Onorato risultati maggiori di quelli ottenuti: ma il reato ci sarebbe lo stesso, grazie a un emendamento al codice penale voluto proprio dai grillini.

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