Spiega la Procuratrice generale di Milano Francesca Nanni con una vena di autoironia: "Siamo stati diligenti, magari non perspicaci". Ora il caso Minetti verrà riaffrontato con tutta l'artiglieria disponibile: indagini a 360 gradi, probabile rogatoria in Uruguay, dove sarebbero avvenuti i misfatti denunciati dall'inchiesta del Fatto Quotidiano, utilizzo dell'Interpol. Il Quirinale chiede chiarimenti "urgenti", il Palazzo è in fibrillazione e l'opposizione vuole le dimissioni di Carlo Nordio. Insomma, occorre capire e in fretta. Nicole Minetti, l'igienista dentale protagonista dello scandalo Olgettine, ha ricevuto la grazia, dopo aver incassato una condanna definitiva a 3 anni e 11 mesi per induzione alla prostituzione e peculato. Intendiamoci, l'ex consigliera regionale lombarda non sarebbe andata in carcere neanche un giorno, ma avrebbe scontato la pena ai servizi sociali. Una storia tutto sommato di poco conto solo che Minetti e il marito Giuseppe Cipriani hanno un figlio adottivo, originario dell'Uruguay, affetto da gravi patologie e costretto a viaggi all'estero e a complesse cure specialistiche. Così il Quirinale ha firmato il provvedimento di clemenza per ragioni umanitarie e si è ben guardato, visto che c'era di mezzo un soggetto definito vulnerabile, dal rendere nota la notizia. Niente dietrologie. Semmai la vecchia tentazione dello scaricabarile.
Ma a quanto pare, ciascuno ha fatto la sua parte: il Colle ha passato la pratica al Guardasigilli e Nordio ha chiesto aiuto alla Procura generale di Milano che ha fatto le sue verifiche. Tre i punti oggetto di monitoraggio: il bambino esiste, è stato adottato dalla coppia, è malato. "Abbiamo fatto tutti gli accertamenti - osserva Nanni - che normalmente ci vengono delegati. Abbiamo agito sulla base di una delega classica del ministero della Giustizia che viene attivata in casi simili". A nessuno è venuto in mente di fare un check in Uruguay per verificare che tutto filasse a dovere. Poi arriva Thomas Mackinson del Fatto che alza il velo e scopre, o almeno queste sono le sue conclusioni, una realtà assai diversa: i genitori del bambino sarebbero ancora vivi, o lo sarebbero stati all'inizio di questa vicenda piena di ombre: insomma non si tratterebbe di un orfano, ma semmai di un fanciullo con i genitori poveri, in condizioni di miseria nera. Poi le cose si complicano: a febbraio scorso la madre scompare, e l'avvocata che la difende muore carbonizzata. Mackinson, intanto, documenta un altro capitolo: a Punta del Este nel ranch Gin Tonic Minetti e Cipriani avrebbero gestito anche un giro di ragazze squillo e dalle carte spunta pure un causa intentata contro i genitori biologici per il piccolo conteso. Possibile? "Secondo i racconti di chi c' era, di giorno si accoglievano i bambini dell'orfanotrofio - racconta Mackinson al programma radiofonico Un giorno da Pecora - mentre di notte e nel week end arrivavano le ragazze". Insomma, qualcosa e più di qualcosa non tornava nella narrazione ufficiale. "Poi - aggiunge il giornalista - quando siamo usciti con le prime puntate c'è stato un interessamento e uno scambio" con il Quirinale. E dai documenti del tribunale di Maldonado emergerebbe pure il processo intentato da Minetti per togliere la potestà ai genitori naturali. Ecco, a Palazzo di giustizia di Milano allargano le braccia: i documenti italiani, quelli visionati, appaiono ineccepibili, ma dall'Uruguay potrebbero arrivare altre verità.
Il sostituto pg Gaetano Brusa delinea il cronoprogramma: "Tutte le circostanze sono oggetto di accertamento, dalle modalità di adozione all'estero alla morte del legale della madre biologica del bambino. Se incontreremo ostacoli, procederemo con una rogatoria". E il parere della procura generale da favorevole potrebbe diventare negativo.