Chiude il simbolo della "mala accoglienza". Via da Conetta gli ultimi 70 immigrati

Il centro fu teatro di scandali e rivolte. La base militare torna al demanio

Chiude il simbolo della "mala accoglienza". Via da Conetta gli ultimi 70 immigrati

Via gli ultimi profughi da Conetta. Poi qui chiude tutto. Insomma Conetta chiude. Chiude, ed è un'epoca che finisce, dopo rivolte, proteste, risse, migranti arrabbiati, letti accatastati, falò, prefetti impauriti, sindaci furiosi, sporcizia e sudiciume ovunque.

Era il 24 luglio di tre anni fa. Quando Conetta, frazione di Cona, nel veneziano, di appena 197 abitanti, cominciò a ospitare i migranti. Si partì con 50 richiedenti asilo. Poi si salì a 144 ma nel giro di un anno le cifre quintuplicarono. Ammassati dentro a delle tende da circo, dove la cooperativa che li ha ospitati ci ha fatto i soldi a palate, ad aprile 2016 erano quasi 700, a settembre 900 e a marzo 2017, 1500. Ma ci sono stati periodi in cui Conetta ha conosciuto un ammasso di oltre 1600 migranti. E 1600, in un paese di 197 anime che ancora scandisce il giorno con il far del sole e il canto del gallo, sono decisamente troppi.

Questo fino all'anno scorso, quando i richiedenti asilo decisero di prendere, far su armi e bagagli, infradito ai piedi d'inverno, iPhone in mano e insieme marciarono verso Venezia. Era il 13 novembre 2017. E tutti ci ricordiamo della marcia dei migranti. Di quando per venti giorni tutto il Veneto e tutta Italia seguirono questa marcia epocale che un po' alla volta svuotò la base. La notte del 15 novembre 2017, in 248 scapparono. Ci fu anche un morto, Salif Traore, il cui corpo volò giù da una scarpata, investito da un'auto, mentre in bici raggiungeva i suoi compagni. Come ci fu anche quella ragazza ivoriana, Sandrine Bakayoko, che dentro la «doccia» del campo, si sentì male e morì. Era il 2 gennaio 2017. Una delle pagine più squallide dell'accoglienza italiana. Perché oggi, 20 dicembre, gli ultimi 70 migranti saranno portati via e poi Conetta chiude. Ieri ne sono stati trasferiti 45. Dove non è dato con esattezza saperlo. Non lo sa nemmeno il sindaco Alberto Panfilio che da tre anni è stremato per la gestione di questo problema. E ha sempre chiesto la chiusura della base. «So che sono andati verso Vicenza, Verona, Treviso dice al Giornale finalmente hanno capito l'importanza dell'accoglienza diffusa». «Sono stati trasferiti fuori regione confida una fonte della prefettura ma dovreste chiederlo al ministero che ha disposto la chiusura». Il prefetto Zappalorto aveva parlato di una chiusura entro Natale. Ma fonti ufficiali dicono che oggi Conetta chiude. La cooperativa quindi, la ex Ecofficina, ora Edeco, già plurindagata si trova costretta a smantellare tutto. E la base torna al demanio. In arrivo però, dicono dalla prefettura, altri bandi per l'accoglienza, ma non a Conetta, anche perché quello che doveva essere un nuovo affidamento, è stato sospeso. Insomma, intanto per Natale musica di festa. «Facciamo suonare le campane», dicono da Conetta. Per il resto, ci penseremo l'anno prossimo.

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