Leggi il settimanale

Conte: "Il caldo dà alla testa". Fdi: "Il servizio del Giornale conferma tutti i dubbi"

L'ex premier reagisce alla nostra inchiesta. E attacca i "quotidiani di Angelucci" e l'ex ministro Santanchè

Conte: "Il caldo dà alla testa". Fdi: "Il servizio del Giornale conferma tutti i dubbi"
00:00 00:00

Buttarla in caciara. L'ex premier Giuseppe Conte preferisce lanciare fango sul centrodestra ("il caldo a qualcuno dà alla testa", dice) anziché difendersi da ciò che sta emergendo nella maxi commessa da 1,2 miliardi di euro per 80 milioni di mascherine cinesi, farlocche eppure strapagate. Alle "cose inquietanti" emerse in commissione Covid di cui aveva parlato il premier Giorgia Meloni nei giorni scorsi si aggiungono nuovi documenti esclusivi scovati dal Giornale.

Nell'affidamento diretto a tre consorzi cinesi gestiti da Cai Zhongkai, personaggio collegato ad appartamenti alla mafia cinese (su cui la Dda di Federico Cafiero de Raho, oggi parlamentare M5s, non aveva indagato abbastanza) sono spuntate fatture false e vorticosi giri di denaro da Milano a San Marino passando per Hong Kong. Serviti a ingrassare mediatori vicini a Domenico Arcuri, commissario all'Emergenza Covid che ha firmato questi affidamenti. Lo dicono le carte, le intercettazioni e lo stesso ex commissario. Ci fosse stato un personaggio vicino al centrodestra, l'opposizione avrebbe invocato i caschi blu dell'Onu, invece di fronte a uno scandalo di proporzioni ciclopiche su cui la magistratura ha chiuso un occhio e mezzo con una raffica di archiviazioni M5s e Pd preferiscono tacere. "Quanto pubblicato dal Giornale conferma tutti i dubbi che stanno emergendo nella commissione Covid sulla gestione della pandemia - fa sapere il capogruppo Fdi alla Camera Galeazzo Bignami (nella foto) - in particolare riguardo la genuinità dei documenti che hanno portato al più grande affidamento diretto della storia della Repubblica, 1 miliardo e 251 milioni di euro dato a consorzi cinesi sconosciuti per la fornitura di mascherine poi rivelatesi farlocche. Conte si faccia audire in commissione", tuona. Con l'ex premier che fa orecchie da mercante e ripete la solita storiella: "Qualcuno di Fdi (Daniela Santanché, ndr) si permette di dire che io starei evitando di dare spiegazioni sul Covid. Viene da ridere - replica il leader grillino - Ormai Fdi, i giornali del deputato della Lega Antonio Angelucci e le tv controllate dal governo sono entrati in clima elettorale e hanno individuato in me il nemico pubblico numero uno".

Ma di dimettersi e venire nella commissione Covid a cui appartiene per farsi sentire in audizione testimoniale Conte non ha voglia: "Io sulla gestione Covid, la crisi più dura e imprevedibile dal Dopoguerra, sono andato a fornire tutte le spiegazioni nei tribunali ricavandone una completa archiviazione, ho dato tutte le risposte di fronte all'opinione pubblica in decine e decine di interviste, ho comunicato subito la mia disponibilità anche ad essere audito nella Commissione Covid diventata un tribunale politico di Fdi contro il sottoscritto senza ricevere risposte". Una balla, a cui aggiunge gli insulti alla Santanché: "L'ex ministra Fdi è stata mandata a casa da 15 milioni di voti al referendum, dopo tre anni incollata alla poltrona ministeriale nonostante l'inchiesta per truffa Covid".

A Conte risponde lo stato maggiore meloniano. "Cos'altro deve emergere affinché Conte abbia la decenza di farsi audire? Ciò che desta enorme frustrazione è che la disinvoltura nella spesa di denaro pubblico da parte della struttura commissariale avveniva mentre venivano ignorate imprese italiane affidabili, che avrebbero fornito mascherine idonee a prezzi decisamente inferiori", fa sapere la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo Fdi in commissione Covid.

Anche il capogruppo al Senato di Fdi predica nel deserto: "Sul maxiappalto di mascherine va fatta chiarezza rispetto alle ombre e alle opacità, si sta evidenziando un sistema che avrebbe favorito alcune consulenze e in particolare alcune aziende rispetto ad altre - fa sapere Malan - se fosse confermato il ricorso a fatture false sarebbe la più grave truffa ai danni dei cittadini italiani nella storia degli appalti, anzi degli affidamenti diretti. Ad aggravare un quadro già delicato c'è poi il fatto che queste mascherine si sono rivelate non a norma".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica