«Controcorrente» sorride grande successo di pubblico

Oltre tremila presenze nel salotto a cielo aperto del «Giornale»: chiusura con il direttore Sallusti Il popolo di centrodestra conferma la sua passione

nostro inviato

a Marina di Pietrasanta (Lu)

Quattro giorni di dibattiti Controcorrente al Caffè della Versiliana. Quattro giorni in cui il pubblico ha premiato l'iniziativa del Giornale . Anche ieri, per la chiusura, quando centinaia di persone hanno affollato il salotto a cielo aperto di Marina di Pietrasanta malgrado l'ospite d'onore, il premier Matteo Renzi, avesse dato forfait per la finale tutta italiana degli Us Open e malgrado una pioggia torrenziale avesse flagellato la zona fino a poche ore prima.

Hanno assistito, questi irriducibili fans, all'intervista one to one del vicedirettore del Giornale Salvatore Tramontano al direttore Alessandro Sallusti, sul futuro del centrodestra come partito (indubbiamente in crisi) e come elettorato (sempre presente ma in attesa di una compiuta proposta politica). E lo hanno fatto partecipando attivamente, dialogando con i giornalisti sul palco, come nei giorni precedenti.

Che cosa si è dimostrato? Che ai lettori del Giornale e ai simpatizzanti del centrodestra che in maggioranza costituivano questo pubblico non manca quella passione politica che spesso scarseggia nella classe dirigente. La gente, giovane o matura, colta o meno colta, che ha seguito attentamente i quattro incontri, applaudendo, contestando, proponendo o criticando, ha confermato di avere una gran voglia di informarsi e di capire meglio che cosa c'è dietro la difficile situazione del centrodestra. Almeno mille persone hanno affollato il primo giorno il Caffè per dialogare con il leader della Lega Matteo Salvini, oltre ottocento hanno partecipato all'intervista di Sallusti e Tramontano al conduttore di Quinta colonna Paolo Del Debbio il giorno dopo e lo stesso numero era al confronto di sabato tra i quattro mattatori dei talk show Nicola Porro, Luca Telese, Corrado Formigli e Giuseppe Cruciani. Ma la fedeltà vera si è vista appunto alla chiusura del ciclo, quando imprevedibilmente erano sedute nel parco almeno trecento persone, compreso Alessandro Cattaneo, responsabile Formazine di Fi. Uno share di pubblico, ha confermato il sindaco Massimo Mallegni, assolutamente vincente. E la partecipazione eccezionale incoraggia a proseguire l'anno prossimo con quest'iniziativa. «Sì, Renzi ha preferito la Pennetta a Controcorrente - ha detto Sallusti - ma non mi scandalizza, perché a lui piace vincere facile, come negli Usa dove un'italiana sicuramente avrebbe conquistato la coppa. Mentre preferisce non mettere la faccia quando ci sono alluvioni o fatti di cronaca drammatici. D'altronde, De Gasperi chiese a Bartali di vincere il Giro d'Italia per evitare una guerra civile, Pertini ce lo ricordiamo per il famoso scopone, tanti leader politici utilizzano lo sport per crearsi consenso attorno».

Sallusti ha raccontato agli ospiti dei confronti con Silvio Berlusconi, quando credeva nel primo Renzi, quello che rottamava la sinistra e diceva che bisognava uscire dall'anti berlusconismo, del progetto politico che aveva in mente il leader azzurro quando si fidava del premier. «Poi lui non ha mantenuto le promesse - ha detto - si è fatto risucchiare dalla sua sinistra e l'aria è cambiata. Parte degli elettori, anche per le scissioni e i tradimenti, da Casini a Fini, da Alfano a Giannino, hanno smesso di votare il centrodestra, che in Éarlamento è diventato minoritario, ma neppure hanno appoggiato Renzi, né Grillo né Salvini. Questo elettorato, diciamo così dormiente, c'è sempre e aspetta per risvegliarsi una proposta politica forte. E anche Berlusconi non si è arreso, non pensa di lasciare tutto e andare ad Antigua. Ma credo che il suo silenzio prepari un rientro sulla scena che può essere vincente, com'è successo altre volte».

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