Leggi il settimanale

Controlli, folla in sala e schiuma. Tutte le cause della carneficina a Crans-Montana

Accesso libero ai 13enni, dubbi sulle vie di fuga e irregolarità mai sanate. Indagine per omicidio, la pista del materiale insonorizzante. Tajani: "Qualcosa non ha funzionato"

Controlli, folla in sala e schiuma. Tutte le cause della carneficina a Crans-Montana
00:00 00:00

"Rapidità nell'accertamento delle responsabilità e massimo rigore nell'indagine": a parlare al Giornale è il ministro degli Esteri Antonio Tajani, reduce dalla visita a Crans-Montana, località della tragedia della notte di Capodanno al bar Le Constellation, costata la vitta a 47 persone oltre 100 feriti. Un bilancio ancora provvisorio. Tra i feriti almeno 80/90 sarebbero in gravissime condizioni. E dunque il numero dei morti è destinato a salire. Gli ospedali della Svizzera sono sotto assedio: i feriti dovrebbero essere trasferiti tra Germania, Francia e Italia. Il vicepremier Tajani è in auto con l'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, quando accetta di rispondere ad alcune domande del Giornale. È appena terminata la riunione con la procuratrice del Canton vallese Beatrice Pilloud e la polizia elvetica: "In riunione abbiamo insistito sul tema delle uscite di sicurezza" - spiega al Giornale Tajani. "In ogni caso - aggiunge il titolare della Farnesina dalle autorità elvetiche abbiamo ricevuto ampie garanzie sul rigore con cui sarà condotta l'indagine. Già sono stati effettuati decine di interrogatori (tra cui i titolari del locale)".

Il ministro rientra in Italia con una certezza: "Qualcosa non ha funzionato". Ed è proprio quello sulle uscite di sicurezza rischia di diventare un passaggio cruciale nell'indagine. La Polizia elvetica sta recuperando tutti i filmati della notte al Le Constellation per recuperare quanti più elementi utili alle indagini. Ieri una tv svizzera ha diffuso il momento dell'innesco dell'incendio con il tentativo di alcuni ragazzi di spegnere le fiamme con dei panni. Potrebbe essere uno snodo centrale per l'indagine. Si procede per incendio doloso per negligenza, lesioni e omicidio per negligenza. I due gestori del bar, Jacques e Jessica More, sono stati interrogati. C'è una certezza di base: "Tutto fa pensare che l'incendio sia partito da candele incandescenti poste su bottiglie di champagne, il tutto è stato portato troppo vicino al soffitto e da lì si e' sviluppata una rapida e generalizzata conflagrazione" chiarisce la procuratrice nel punto stampa. Nel mirino l'installazione di una schiuma acustica e di tutti gli elementi che la circondano che avrebbe fatto propagare le fiamme. L'indagine punta in varie direzioni. Innanzitutto gli inquirenti elvetici stanno valutando il rispetto sulla capienza del locale. Il sospetto che la notte di Capodanno il bar di Crans-Montana abbia accolto più persone di quelle consentite, creando una trappola mortale al momento dell'incendio. Almeno 100 in più rispetto al limite.

Altro punto sotto la lente del pool svizzero l'età degli ospiti, alcuni meno di 13 anni. Si cerca nella storia recente del locale. Accendendo i riflettori su alcune irregolarità mai sanate e sul rating di sicurezza del locale bassissimo.I media svizzeri che ricordano come il locale avesse ottenuto un punteggio di valutazione sulla sicurezza di 6,5 su 10. Il bar pubblicizzava feste con fuochi d'artificio a base di champagne, con segni di carenze in materia di sicurezza, come un'unica via di fuga e materiali infiammabili "che sollevano interrogativi", scrive Blick citando anche i video, girati nel locale prima della tragedia.

Uno dei punti centrale dell'inchiesta resta quello delle uscite di sicurezza: una sola porta per un evento con 500 persone. E qui diventa fondamentale il racconto di un testimone all'Adn: "La sala dove è scaturito il rogo è un seminterrato. Ricordo di non aver visto finestre né estintori la sera precedente. In Italia se ne vedono tanti ed è difficile non farci caso. Il cartello dell'uscita di emergenza, poi, portava a quella scala angusta. Dietro la sala principale, da massimo 200 persone, c'era un privé.

Non sappiamo se lì ci fossero uscite di sicurezza, non siamo entrati".

L'idea che si fa largo è che a causare l'inferno sia stata una catena di leggerezze e negligenze. Alle autorità elvetiche il compito di accertare i fatti. Rapidamente.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica