La verità sulla pandemia fa male. E la sinistra la butta in caciara tirando per la giacchetta i presidenti di Camera e Senato. Sono settimane difficili in commissione Covid dopo che Pd, M5s e il resto delle opposizioni contestano la gestione del presidente Marco Lisei (Fdi) per non dover ammettere che quanto sta emergendo dalle audizioni delinea un quadro gravissimo. Si parla delle mascherine cinesi farlocche, strapagate 1,2 miliardi, comprate dal commissario all'Emergenza Domenico Arcuri, forte di uno scudo che l'ha fin qui protetto, che il Pd vorrebbe audire in commissione senza l'obbligo di dire la verità.... Sono dispositivi comprati da società semifantasma come i consorzi Wenzhou Moon-ray o Wenzhou light oppure storicamente legate alla mafia cinese come la Luo-kai trade, attraverso mediatori come l'ex giornalista Rai Mario Benotti o presunti tali, che si sono presi milioni di euro con consulenze mascherate come Luca Di Donna e Gianluca Esposito, legali vicini allo studio di Guido Alpa, mentore del premier, firmando una lettera o facendo due telefonate. Parliamo di mascherine sdoganate grazie a un'interpretazione errata delle norme e finite in ospedali e corsie dove medici e infermieri combattevano a mani nude contro il virus. In serata il premier Giorgia Meloni, intervistata da Maurizio Belpietro alla kermesse della Verità, ha dovuto sottolineare come le cose che stanno uscendo siano "abbastanza inquietanti: non si è speso abbastanza inchiostro su centinaia di milioni di soldi degli italiani legati ad affari facili in un periodo difficile, mentre l'Italia migliore cercava di combattere il virus. Mi dispiace - ha aggiunto la leader Fdi - che alcuni partiti dell'opposizione su questo non siano i primi a chiedere di fare chiarezza".
No, il centrosinistra ne fa una questione di forma perché, a loro dire, alcuni interrogatori dai quali sono emerse queste consulenze mascherate (già scoperte durante accurate indagini, confermate da intercettazioni telefoniche sparite una volta archiviate le inchieste) sarebbero stati fatti in modo illegale, "fuori" dai parametri previsti dalla commissione Covid, compromettendo il ruolo delle minoranze. Una circostanza smentita ieri da Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, chiamati in causa da Pd e Cinque stelle: "Non sono state riscontrate irregolarità nei lavori condotti da Lisei", dicono dal centrodestra, si auspica genericamente che "i lavori possano essere orientati, pur nella normale dialettica politica, al reciproco rispetto delle prerogative di opposizione e maggioranza".
Stessa lettera, interpretazioni diverse: "È la pietra tombale sull'autorevolezza e la credibilità del presidente Lisei - scrivono i capigruppo di Pd, M5s, Avs e Italia Viva - abbia un sussulto e di dimetta". Il più duro è Francesco Boccia: "Quando prevale l'appartenenza politica, si mortificail Parlamento".
Che però dovrebbe parlarsi allo specchio, visto chi ha assistito alle audizioni sa a quale linciaggio siano stati sottoposti gli ufficiali di Gdf e Dogane che hanno messo a nudo le responsabilità dell'esecutivo sulle mascherine farlocche, di cui Palazzo Chigi sarebbe stato al corrente con il sottosegretario Riccardo Fraccaro consapevole della frode.E Conte ?A Belpietro nega di conoscere Di Donna e minccia querele. Ma di venire in commissione Covid a dire la sua non se ne parla...