La crisi economica bussa anche alla Santa Sede. Operazione risparmio nella Città del Vaticano

Annullate le consulenze, cancellati i viaggi e sospesi tutti gli acquisti di arredi

La crisi economica bussa anche alla Santa Sede. Operazione risparmio nella Città del Vaticano

«L'emergenza sanitaria Covid-19 sta avendo a livello globale serie ripercussioni e, le avrà ancora di più nei prossimi tempi, anche sulla realtà economica e finanziaria della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano». Inizia così una lettera firmata dal cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, inviata a tutti i superiori della struttura, al direttore amministrativo della Farmacia Vaticana e al direttore della Specola, l'osservatorio astronomico di Castel Gandolfo affidato ai gesuiti. Con le restrizioni in atto per evitare il contagio, in linea con le direttive del Governo italiano, le autorità del Vaticano sono state costrette a chiudere al pubblico anche i principali luoghi d'attrazione turistica come i Musei Vaticani, i Giardini, la cupola di San Pietro, ecc. che fino ad oggi, grazie ai biglietti venduti, avevano garantito la possibilità di presentare i bilanci annuali senza perdite disastrose. La crisi sanitaria ha però messo in ginocchio il sistema, con entrate praticamente nulle e stipendi comunque da pagare. Per questo, nonostante già da tempo si fosse paventata la necessità di una seria spending review per evitare il rischio default all'interno della città-stato, il «sindaco» del Vaticano, il cardinale Bertello, ha scritto a tutti i suoi collaboratori, chiarendo che «seppur non siano certi i tempi della inevitabile retrocessione economica, i Superiori della Santa Sede e del Governatorato, sono ben consapevoli che sarà necessario un periodo non breve per una piena ripresa delle attività». E così nella sua missiva il cardinale piemontese dà praticamente il via ad un'operazione risparmio, elencando una serie di misure che «dovranno orientare la gestione economica di tutti gli organismi nei prossimi mesi». La lista del cardinale è chiarissima: «drastica riduzione dei costi delle consulenze; sospensione, ove possibile, dei contratti a tempo determinato; blocco di promozioni e nuove assunzioni; cessazione di prestazioni di lavoro straordinario, salvo imprescindibili motivi, istituzionali, da attuarsi attraverso la flessibilità di orario o turnazioni. Ricorso a ferie residue e monte ore in eccedenza accumulato, avvalendosi eventualmente anche delle ferie dell'anno in corso; annullamento, nel corso dell'anno corrente 2020, di tutti gli eventi, ivi inclusi Congressi, Convegni, Mostre, Fiere, ecc.; cancellazione di tutti i viaggi e trasferte di lavoro; sospensione di tutti gli acquisti previsti per arredi e suppellettili».

Già lo scorso settembre Papa Francesco aveva chiesto al cardinale Gerhard Marx, coordinatore del Consiglio per l'economia, di trovare una soluzione per recuperare il disavanzo di circa 70 milioni di euro nelle casse della Santa Sede, tutelando i padri di famiglia. Non è un caso che nella lettera di Bertello si sottolinei che è stata sempre ribadita la Suprema volontà di garantire il mantenimento dell'occupazione ed il pagamento delle retribuzioni di tutti, in particolare di coloro che hanno famiglia a carico.

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