Damilano: "Renderò di nuovo bellissima la città"

"Mister Barolo" pronto alla sfida: "L'unità e la squadra fondamentali per la ricostruzione"

Damilano: "Renderò di nuovo bellissima la città"

La lunga attesa è finita. La sua candidatura non è mai stata in discussione, mancava però l'ufficialità. Da ieri è arrivata anche quella e Paolo Damilano è diventato il candidato sindaco del centrodestra alle elezioni comunali di Torino 2021.

«Oggi è una giornata molto importante, perché l'adesione dei partiti di centrodestra al progetto civico di Torino Bellissima è un segnale ulteriore che siamo sulla strada giusta» le parole pronunciate dopo l'investitura. «La strada è quella della condivisione di una terapia d'urto per fare ripartire la città, per ricostruirla dopo questa guerra. Dovremo lavorare tutti insieme per riportare Torino all'altezza di sé, della sua storia e dei talenti della sua straordinaria comunità. L'unità e la squadra sono un elemento fondamentale per la ricostruzione, bisognerà agire in fretta e più siamo meglio possiamo farlo. Da oggi siamo ancora più concentrati sull'obiettivo di rendere di nuovo Torino bellissima».

Damilano è partito con i tempi giusti. Lavora ormai da circa sei mesi a questo obiettivo, convinto che con un progetto civico si possa strappare Torino al centrosinistra e scardinare un fortino quasi inviolabile. Ha un legame molto stretto con Giancarlo Giorgetti e ha ottenuto un sostegno convinto da parte di Matteo Salvini, ma è molto stimato anche dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Fratelli d'Italia ieri lo ha definito come «la giusta alternativa per Torino».

Damilano dal 1997 è alla guida della Cantina Damilano di Barolo insieme ai fratelli. Si occupa anche di acque minerali con marchi come Sparea e Valmora. Dal 2013, all'interno della Cantina Damilano, è stato aperto un ristorante stellato: il Massimo Camia Ristorante. Damilano ha rivestito anche incarichi da manager culturale. È stato infatti presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino dal 2013 al 2018 e, sempre nel 2013, eletto presidente della Piemonte Film Commission. Ha tappezzato la città di poster e manifesti con la sua lista civica «Torino bellissima» poi puntando su «C'è da fare», uno slogan pensato per fare arrivare il messaggio che un imprenditore, un uomo del fare appunto, vuole rimboccarsi le maniche e rilanciare la città della Mole.