Il ddl Cirinnà slitterà di un mese?

Entro il 28 febbraio il Senato deve approvare il ddl Milleproroghe e, tra week end e lunedì liberi, i tempi per il ddl Cirinnà si riducono a circa 4/6 giorni. Tutto dipenderà dalla riunione dei capigruppo di martedì

Il ddl Cirinnà slitterà di un mese?

"Prendiamo atto che il Partito democratico sta facendo di tutto per evitare che avvenga una discussione nel merito dei singoli articoli contenuti nel ddl Cirinnà. Dopo aver cancellato l'esame del testo in commissione, fatto senza precedenti nella storia della Repubblica, il Pd si sta adoperando per far votare il super-canguro Marcucci, al fine di blindare un testo che, ogni giorno che passa, suscita sempre più contestazioni anche tra le stesse fila dei dem".

L'ormai noto canguro è la principale preoccupazione dei cattolici che, per bocca di Massimo Gandolfini, uno degli degli organizzatori del Family Day, ieri ha invocato i cattolici che sostengono il governo a pensare anche a un'eventuale crisi di governo, pur di scongiurare il maxi-emendamento Marcucci. Lo scontro tra cattolici e laici, come si è vero, si è poi infuocato con la richiesta del cardinal Bagnasco,presidente della Cei, di votare a scrutinio segreto e con la secca risposta di oggi del premier Matteo Renzi: ""Il voto segreto lo decide il Parlamento, e lo dico con stima per il cardinal Bagnasco, e non la Cei".

Ma perché i cattolici hanno così paura del "canguro" dei renziani? I cattodem temono che il maxi-emendamento del senatore Andrea Marcucci faccia decadere i loro emendamenti contro la pratica dell'utero in affitto e per l'introduzione del pre-affido e perciò si sta ancora cercando un'intesta che possa superare montagna di emendamenti presentati dalla Lega ma senza bloccare i voti di coscienza sulla stepchild adoption"L'esigenza del canguro è obbligata dall'ostruzionismo leghista che rischia di far cadere la legge. Ma non possiamo accettare che il confronto sulle adozioni venga cancellato", spiega al Corriere della Sera la senatrice cattodem Emma Fattorini secondo cui "deve essere chiaro che non ci sia ricorso alla maternità surrogata per i bambini che verranno. Ovviamente non si va a sindacare la provenienza dei bambini che già ci sono"". Sul piede di guerra c'è anche il gruppo degli alfaniani di Area Popolare che "è fortemente contraria a votare l'emendamento Marcucci in quanto, qualora approvato, comprimerebbe significativamente la discussione a causa delle preclusioni delle centinaia di emendamenti, tra i quali i nostri" che sono già ridotti all'osso, è il ragionamento del capogruppo Renato Schifani.

Il senatore Marcucci, dal canto suo, ieri si è detto pronto "a ritirare l'emendamento premissivo un minuto dopo la revoca degli 86 emendamenti di questa natura depositati dalla Lega. Il Parlamento deve fare le leggi, non può essere l'arena degli azzeccagarbugli" perché "il Pd vuole le unioni civili, e tenterà fino all'ultimo minuto utile la massima convergenza. Una soluzione condivisa è possibile, dobbiamo fare tutti un passo in avanti, per approvare una legge attesa da anni".

E, dato che è attesa da anni, non si spiega perché tanta fretta. Una settimana in più di riflessione teoricamente non cambierebbe molto. In realtà, i timori delle associazioni Lgbt sono che la legge slitti addirittura di un mese perché entro il 28 febbraio il Senato deve immancabilmente approvare il decreto Milleproroghe. Come conferma al giornale.it il senatore Gaetano Quaglieriello "si tratta di un'eventualità molto difficile ma rientra tra le possibilità" perché prima di approvarlo va discusso e per il dibattito potrebbe servire una settimana (orientativamente quella dal 22 al 28). Per il ddl Cirinnà ci sono, dunque due strade: o passa la prossima settimana o se ne riparla a marzo. Tutto dipenderà dalla "capigruppo di martedì dove si deciderà il vero calendario dell'Aula. Riunione che si preannuncia lacrime e sangue", spiega Quagliariello. Il nervosismo in casa Pd è dettato dal fatto che ieri i dem non sono riusciti a presentare tutti gli articoli e ciò ha causato un certo ritardo. La soluzione, che per la verità pare sia già stata scartata, era stata individuata nella presentazione di un nuovo emendamento canguro, un po' più soft che salvaguardi i voti segreti ma che "dovrebbe essere subemendato a sua volta anche se, pure in questo caso, tutto dipenderebbe dalle decisioni di Grasso", dice Quagliariello. Un'eventualità questa che farebbe allungare ancor di più i tempi che, invece, stringono perché al 28 di febbraio mancano 14 giorni, a cui bisogna togliere i fine settimana e i lunedì,

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