Decreto Milleproroghe, slitta la Rc familiare e resta la norma su Autostrade

Tra le modifiche e le novità alla bozza, emergono i cambiamenti relativi alla polizza assicurativa e allo spostamento in avanti del pagamento dei canoni per gli stabilimenti balneari, quota che è "sospesa" dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020

Rispetto a quanto emerso qualche giorno fa, l'ultima bozza del decreto Milleproroghe ha incluso alcune modifiche rispetto al testo precedente. Secondo quanto riferito dal Corriere della sera e dalle agenzie di stampa, tra le novità ci sarebbe quella dell'entrata in vigore dell'assicurazione Rc auto "familiare", che dovrebbe slittare al 16 febbraio. Con questa misura, tutti i mezzi che fanno capo a un unico nucleo familiare potranno essere allineati alla classe di merito più conveniente acquisita da uno degli altri veicoli. Un altro cambiamento è determinato anche dallo spostamento in avanti del pagamento dei canoni per gli stabilimenti balneari, quota che è "sospesa" dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020.

Il nodo Autostrade

È, invece, rimasta immutata la contestata norma su Autostrade. Nel testo, infatti si legge che, in caso di decadenza o di risoluzione di concessioni di strade o di autostrade, in attesa del nuovo affidamento, può assumerne la gestione Anas. Se lo stop alla concessione deriva dal suo inadempimento, al concessionario spetta "solo" il "valore delle opere realizzate, al netto degli ammortamenti" e questo anche nel caso in cui vi siano norme precedenti che stabilivano altro, perché sono "da intendersi come nulle".

La questione Aspi

Sulle concessioni autostradali, e in particolare ad Aspi, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha sottolineato che esiste "un procedimento in corso" e ha dichiarato: "Confidavo di poter completare l'istruttoria entro questo mese. Slitteremo un po' ma siamo comunque in dirittura finale". Il capo dell'esecutivo giallorosso ha poi ricordato come nel decreto Milleproroghe sia stata introdotta "una norma che non riguarda Aspi, ma tutte le concessioni e le convenzioni: abbiamo eliminato i privilegi inaccettabili perché c'era una sperequazione nelle convenzioni e alcune erano palesemente sproporzionate nei vantaggi assicurati ai privati concessionari rispetto agli svantaggi al pubblico: una cosa assurda".

Conte: "Non chiamateci indecisi"

Il presidente del Consiglio ha poi citato la relazione della Corte dei conti, che ha definito "documentatissima e, per certi versi scioccante" e ha precisato: "Abbiamo risistemato quella parte finale in caso di decadenza e di gestione provvisoria ad Anas: abbiamo fatto questo con la massima serenità e concluderemo il procedimento. Non ci chiamate indecisi, incerti: è un procedimento impegnativo, in cui dobbiamo avere la garanzia di perseguire l'interesse pubblico e tutelare le casse dello Stato, che porteremo a termine con rigore, perché per noi, 43 morti rivendicano giustizia". E ancora: "Per noi, le relazioni che attestano un livello di manutenzione insoddisfacente non ci lasciano indifferenti".

Commenti

tofani.graziano

Sab, 28/12/2019 - 17:10

Nin vi chiameremo "indecisi"ma semplicemente "INCAPACI"