Ora la Treccani s'inventa il "sovranismo psichico"

Nell'edizione online della prestigiosa Enciclopedia voluta da Giovanni Gentile spunta il neologismo offensivo contro chi vota destra e nazionalismo

Ora la Treccani s'inventa il "sovranismo psichico"

Siamo davvero al delirio se dopo le dichiarazioni sconcertanti di Massimo Recalcati anche la prestigiosa Treccani riporta il concetto di "sovranismo psichico", voce presente nella versione online dell'enciclopedia edita dall'Istituto dell'Enciclopedia Italiana fondato nel 1925 da Giovanni Treccani e dal filosofo Giovanni Gentile. Un'etichetta giornalistica come il "sovranismo", nato per identificare le forze politiche nazionaliste e conservatrici emerse prepotentemente con la crisi della globalizzazione, diventa quindi una sorta di malattia mentale, volta a criminalizzare chi vota in una certa maniera piuttosto che in un'altra, come se i cosmopoliti globalisti fossero quelli sani, intelligenti e colti. L'espressione, come è noto, è stata partorita lo scorso anno dal Censis in un rapporto molto controverso e ora la si può trovare anche tra le voci dell'enciclopedia Treccani.

Il sovranismo psichico, si legge, è un "atteggiamento mentale caratterizzato dalla difesa identitaria del proprio presunto spazio vitale". Le fonti citate dall'enciclopedia sono il quotidiano comunista Il Manifesto, un articolo del Fatto Quotidiano e, infine, Massimo Giannini di Repubblica. Un approccio scientifico e super partes, non c'è che dire. "È vero - scrive Giannini nell'articolo citato dalla Treccani -sondaggi alla mano, questo grumo ideologico di nazionalismo securitario e xenofobo seduce molti italiani, rinchiusi nei miti della “Piccola Patria” e nei riti del “sovranismo psichico” (per restare alla formula Censis)". E ancora: "Non accettiamo la realtà del nostro futuro che sarà nella globalizzazione dei mercati e in una società multietnica e multirazziale? - osserva Luciano Casolari sul Fattoquotidiano.it -Ringrazio il Censis e il Dr. De Rita per aver chiarito, inventando il termine sovranismo psichico, questo modello di pensiero e perché poi, inevitabilmente, sfoci in rabbia e cattiveria verso gli altri".

La verità è che chi parla in questi termini banali e superficiali del nazionalismo o del "sovranismo" probabilmente non ha mai letto nulla di autori fondamentali come Anthony D. Smith, Ernest Gellner, o di Benedict Anderson o non conosce gli studi contemporanei sulla nazione e il nazionalismo. Il sovranismo psichico qua è banalmente inteso come un nazionalismo etnico e aggressivo ma il nazionalismo può anche essere volontaristico e civico-politico, come illustrato da Hans Kohn. O assumere altre forme. Come spiega Anthony D. Smith, uno dei più influenti e originali scienziati sociali contemporanei nel saggio La nazione. Storia di un'idea edito da Rubbettino e curato da Alessandro Campi, "la versione etnica, ancora guardata con profondo sospetto, viene ampiamente identificata con l'esclusività del legame di sangue associata al nazionalismo organico. Michael Ignatieff distingue così un nazionalismo civico innocuo da un nazionalismo etnico aggressivo ed esclusivo". Analogamente, scrive Smith, "il flosofo sociale David Miller, pur criticando l'inadeguatezza del patriottismo costituzionale di Habermas, tende a preferire un ideale civico di nazionalismo che richiama il volontarismo politico di Renan".

Questo solamente per affermare il concetto che il dibattito accademico e scientifico sul nazionalismo/sovranismo è ampio e complesso, e presenta una letteratura ampia e tutta da approfondire. Peraltro, come spiegato da Marco Gervasoni nel saggio La rivoluzione sovranista. Il decennio che ha cambiato il mondo (Giubilei Regnani) non è affatto vero che i movimenti sovranisti rappresentano "un retaggio del passato" semmai "lo sono i globalisti che pensano di vivere ancora nell'Età delle Illusioni". In effetti, la sensazione è che i cosmopoliti globalisti siano rimasti prigionieri nell'età d'oro della globalizzazione e non abbiano alcuna intenzione di prendere atto della realtà. Chi mette in discussione le loro certezze diventa perciò un "sovranista psichico". Insultare è facile, capire cosa accade, un po' meno.