Ecco la Rai che vuole Renzi: tg accorpati, sinergie e risparmi

Come cambierà la tv pubblica? Gli esperti incaricati dal governo mercoledì presenteranno al cda il piano elaborato per ridurre i costi e rilanciare l'offerta

Ecco la Rai che vuole Renzi: tg accorpati, sinergie e risparmi

Grandi manovre in casa Rai. L'obiettivo è quello di risparmiare, limando sensibilmente il numero dei capi (direttori e vice direttori), e cercando di aumentare, ove possibile, quello dei normali giornalisti, per coprire l'enorme mole di notizie che escono nell'arco della giornata, da "condire" coi necessari approfondimenti. E per ridurre gli sprechi si pensa anche di togliere l'edizione dei tg di mezza sera, evitando le sovrapposizioni. I dettagli del piano del governo saranno presentati mercoledì in un pre cda informale, cui seguirà, il giorno seguente, la riunione vera e propria degli amministratori di Viale Mazzini. Senza l'ok del cda la riforma nascerà morta. Alla stesura del piano lavorano, da circa un mese, Nino Rizzo Nervo (presidente Centro studi di giornalismo tv di Perugia), Valerio Fiorespino (direttore risorse umane) e Carlo Nardello (direttore sviluppo strategico). I tre esperti sono partiti, nel loro lavoro, dall'analisi della tv europea, sia pubblica che privata.

Ma quali novità potrebbero arrivare? Come anticipato da il Messaggero potrebbero essere accorpate alcune testate: l'attuale RaiNews 24, il Tg3 e i tg locali. Nascerebbe una "famiglia allargata" dell'informazione, con la Tgr, affidata appena un anno fa al direttore Vincenzo Morgante. L'informazione locale verrà ripensata ma resteranno gli spazi per le edizioni dei tg regionali delle 12 e delle 19. Il Tg3 è già in fermento. La direttrice Bianca Berlinguer vuole saperne di più. Anche se per lei potrebbe arrivare la guida di Ballarò, il talk-show del martedì sera orfano di Giovanni Floris. L'Usigrai lancia l'allarme: "Non accettiamo che si parli di sinergie e poi si continui ad affidare l'approfondimento agli esterni, di solito molto ben pagati". E chiede di conoscere nel dettaglio, oltre ai risparmi anche il progetto complessivo di rilancio.

Allo stato attuale la riforma è allo stato embrionale. Si tratta, appunto, solo di una bozza, che si ispira a quella che oltre venti anni fa portò alla fusione dei radiogiornali Gr1, Gr2, Gr3. Ma vediamo cosa può accadere agli altri tg. Il notiziario "istituzionale" per definizione è e resterà il Tg1: potrebbe includere anche Rai Parlamento. Sarà sempre più incentrato su costume e società il Tg2. Il Tg3, infine, oltre alla fusione sopra anticipata, potrebbe essere maggiormente orientato sull'informazione politica ed economica, con ampio spazio agli Esteri.

Oggi intanto all'Università "La Sapienza" di Roma si apriranno gli "Stati generali", "una Pallacorda di idee per ripensare la Rai". La convocazione è partita dal professor Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di comunicazione e ricerca sociale. E mercoledì prossimo, alle ore 14, la commissione Trasporti della Camera svolgerà l’audizione di rappresentanti di Rai Spa, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul sistema dei servizi di media audiovisivi e radiofonici.

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