Elkann fa fuori Verdelli e "Repubblica» sciopera"

Al suo posto Molinari. Valzer di poltrone: Giannini alla Stampa, Mattia Feltri all'Huffington

Elkann fa fuori Verdelli e "Repubblica» sciopera"

Giro di poltrone nella galassia di Repubblica con il passaggio di proprietà dalla Cir alla Exor, la holding della famiglia Agnelli guidata da John Elkann. Non ha perso tempo il presidente della Fca, appena formalizzato l'acquisto del 48,8% del capitale sociale di Gedi, la società editoriale a cui fanno capo anche Repubblica, L'Espresso e l'Huffington Post, ha subito nominato i nuovi tre nuovi direttori. Salta così Carlo Verdelli, arrivato a Repubblica poco più di un anno fa, al suo posto prende il timone del quotidiano (e contestualmente la direzione editoriale di Gedi) Maurizio Molinari, attuale direttore della Stampa, altro giornale del gruppo. Alla guida dello storico quotidiano torinese arriva invece Massimo Giannini, direttore di Radio Capital ed editorialista di Repubblica, a cui va anche la responsabilità dei giornali locali del gruppo Gedi. Sempre dalla Stampa arriva il nuovo direttore dell'Huffington Post, Mattia Feltri, che continuerà a firmare la sua rubrica «Il Buongiorno» sulla prima pagina del quotidiano torinese. L'ultimo avvicendamento è nelle radio del gruppo (Capital, Radio Deejay, M2o), che saranno guidate da Pasquale di Molfetta, più noto come Linus. Il cda di Gedi ha nominato Elkann presidente, mentre il nuovo ad è il manager Maurizio Scanavino, che già da dicembre aveva assunto l'incarico di direttore generale. Si è dimesso dal cda Rodolfo De Benedetti, e con lui gli altri consiglieri della stagione ormai passata.

Dopo il siluramento di Verdelli (che nei giorni scorsi era stato raggiunto da minacce di morte, e verso il quale il cda «ha espresso gratitudine per il lavoro svolto e piena solidarietà per le intimidazioni rivolte contro la sua persona»), l'assemblea dei redattori ha proclamato lo sciopero immediato e oggi il quotidiano non sarà in edicola. Verdelli, raggiunto telefonicamente da Affari italiani, ha risposto con un «non saprei» alla domanda sul motivo della sua rimozione da parte della nuova proprietà. Un motivo di scontro sarebbe stato il doloroso piano di ristrutturazione, con l'uscita di 150 giornalisti, che

Il ribaltone segnerà probabilmente anche un cambio di linea editoriale per testate storicamente militanti a sinistra come Repubblica e L'Espresso (quest'ultimo al momento non ancora toccato da sostituzioni ai vertici). Molinari ha un profilo più internazionale, da ex inviato e corrispondente (New York, Bruxelles, Gerusalemme), che si rifletterà nelle pagine del quotidiano, negli ultimi tempi molto affascinato da fenomeni come le «Sardine».

«Ci aspetta un percorso impegnativo e straordinario: con coraggio e con senso di responsabilità, abbiamo scelto di abbracciare l'innovazione e la trasformazione digitale per scrivere insieme il futuro del giornalismo e dell'intrattenimento di qualità» - così in una nota John Elkann -. «I principi che sono all'origine del nostro gruppo non cambieranno: continueremo a difendere la libertà di espressione e a impegnarci per garantire un'informazione responsabile e libera da qualunque condizionamento. I valori di sempre insieme a nuove idee saranno la nostra forza, oltre che il punto di riferimento per tutte le persone che lavorano in Gedi».

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