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Equalize, gli indagati passano al contrattacco. "Va tolto il processo alla procura di Milano"

L'azione legale per spostare il procedimento a Brescia per il filone che riguarda un magistrato di cui è già stata chiesta l'archiviazione

Equalize, gli indagati passano al contrattacco. "Va tolto il processo alla procura di Milano"
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"Via da Milano il processo Equalize, l'inchiesta sulla "fabbrica di spioni" che vede indagati - oltre ai vertici e ai collaboratori della centrale di hackeraggi - decine di clienti, tra cui aziende di primo piano, accusate di avere commissionato attività illecite ai danni di dipendenti, rivali d'amore e d'affari, giornalisti.

A chiedere lo spostamento dell'indagine da Milano a Brescia sono due avvocati, finiti anche loro nel registro degli indagati, in forza allo studio Dentons di Milano, per anni consulente legale di Eni.

Una istanza formale di spostamento è già stata depositata alla Procura di Milano ed è già stata respinta. Ma i due di Dentons, Pasquale Annichiarico e Matteo Danieli, non demordono, e sono pronti - come la legge consente - a chiedere l'intervento del procuratore generale della Cassazione, in uno scontro dove a sostegno dei due legali potrebbe scendere in campo buona parte degli altri indagati, nonché delle numerose aziende - compresa Dentons, Eni, Erg, Barilla e molte altre - sotto accusa per la legge 231 sulla responsabilità delle persone giuridiche.

È interessante il motivo per cui i due legali (assistiti da Michele Laforgia e Vincenzo Vozza) chiedono che l'intero, sterminato fascicolo venga tolto alla Procura di Milano e trasferito a Brescia. Davanti alla procura bresciana è già arrivato un singolo, marginale capo d'accusa della vicenda Equalize: il filone che vedeva indagato un magistrato, il consigliere della Corte d'appello milanese Carla Raineri, all'epoca presidente della Prima sezione civile. La Raineri era stata intercettata mentre chiedeva ai capi di Equalize di spiare suo marito e la presunta amante: come prevede il codice, il troncone - vedendo indagato un magistrato milanese - era stato trasferito per competenza alla Procura bresciana.

Secondo i difensori di Annichiarico e Danieli, a quel punto l'intera inchiesta Equalize avrebbe dovuto traslocare, essendo strettamente connessa - stessi indagati, stessi reati, stessi meccanismi - al fascicolo a carico della Raineri. E a comprendere l'insistenza con cui i legali intendono portare avanti la richiesta c'è un dato di fatto: il trattamento riservato dai pm di Brescia alla ex collega Raineri appare decisamente più garantista di quello che a Milano devono affrontare gli altri indagati.

L'inchiesta bresciana a carico della Raineri è già stata chiusa infatti con una richiesta di archiviazione, in cui viene ritenuto verosimile che l'indagata non conoscesse i metodi di Equalize, e che gli "spioni" guidati dall'ex poliziotto Carmine Gallo (morto nel marzo 2025) e dall'hacker Sam Calamucci siano andati ben più in là dell'incarico ricevuto.

È la stessa linea difensiva che buona parte degli indagati milanesi ha sostenuto davanti alla Procura del capoluogo lombardo: ma qui senza successo.

Scrive la Procura di Brescia: "Dagli atti in possesso di questo ufficio si evince che l'odierna indagata avesse fatto specifiche richieste agli uomini di Equalize in particolare avesse chiesto i bancari, ovverosia un'analisi dei movimenti patrimoniale dai conti correnti del marito G.R. a favore di quelli in uso a M.M.: all'evidente scopo di comprendere se vi fossero state delle regalie. Viceversa, Gallo e Calamucci hanno effettuato accessi abusivi alle banche dati Sdi (l'archivio centrale delle forze di polizia, ndr) e Punto fisco rivelando alla Raineri informazioni che la stessa non aveva richiesto".

I dossier abusivi realizzati da Equalize sarebbero stati un eccesso di zelo: peraltro, si legge sempre nella richiesta di archiviazione, "la Raineri non avrebbe avuto alcun bisogno di richiedere un accesso a Sdi sui nominativi della MM per il semplice motivo che l'indagata disponeva già di tali informazioni avendole richieste in precedenza" a un maresciallo dei carabinieri.

"La richiesta formulata dalla

giudice ricade nell'ambito della istigazione non accolta", conclude la procura di Brescia chiedendo l'archiviazione. Gli indagati milanesi contano, se il processo arrivasse a Brescia, di godere di altrettanta comprensione.

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