Tra di loro le chiamavano "le vacche", e assegnavano le pagelle alle loro prestazioni con commenti a volte entusiasti, a volte impietosi. Sono una lettura eloquente le chat dei calciatori di serie A depositate agli atti del tribunale del Riesame nell'inchiesta sul giro di escort che animava alcuni locali della movida milanese. I calciatori non sono indagati, e verranno sentiti tutti come testimoni: i primi Daniel Maldini, Kevin Bonifazi, Riccardo Calafiori. Ma alcune delle intercettazioni allegate agli atti dalla Procura fanno ipotizzare un salto di qualità che potrebbe portare uno o più giocatori sotto inchiesta: perchè vi si parla esplicitamente di prostitute minorenni. In quel caso oltre ai procacciatori la legge punisce anche i clienti.
Le testimonianze raccolte dal procuratore aggiunto Bruna Albertini disegnano un quadro complesso, dove alcune delle ragazze negano di essere state indotte a prostituirsi da Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, i due imprendtori indicati dai pm come i capi dell'organizzazione, e descrivono un quadro più sfumato, "è chiaro che le ragazze che venivano invitate a queste cene/feste alle quali veniva pagata la cena erano ragazze interessate ad avere rapporti sessuali con calciatori a volte i cambio di denaro, regali e altre gratuitamente", dice una di loro. Ci sono racconti di calciatori presi d'assalto e di scontri furibondi tra ragazze per aggiudicarsi il giocatore di turno.
Dall'altra parte, le chat tra i collaboratori della coppia Buttini-Ronchi sono crudamente esplicite. "La minorenne credo che ti vuole chiavare", scrive uno di loro a un interlocutore indicato solo come B.A.. Gli inquirenti identificano la ragazza, all'epoca effettivamente under 18, "con la quale il calciatore palesa chiaramente di voler avere rapporti sessuali già a partire dal post cena". "Sono a casa di B.A., dormo qui e domani mattina mi riaccompagnano a casa", scrive la ragazza: come se a passare la notte con lei ci fossero anche altri oltre B.A. Lo sembra confermare lo stesso B.A. quando gli chiedono di portare a casa la minorenne all'indomani: "Porcooooo no.. io vengo con gli altri non posso portarla".
Lo stesso promotore degli incontri con B.A. si scambia messaggi anche con il calciatore B.K.: "Ceni stasera con le vacche? Sì ma quello munto voglio essere io". Dopo una serata è sempre B.K. a scrivere: "Benissimo, lei una iena, tanta roba, bravo". "Io non ho mai svolto l'attività di escort per conto di altri. Quando ho ricevuto regali in cambio di prestazioni sessuali l'ho sempre fatto a titolo personale. Non lo faccio come lavoro fisso": questa è la versione di una delle ragazze. Dai verbali emerge un milieu di giovani donne dove è difficile tracciare il confine tra ragazze immagine, groupie, aspiranti influencer, squillo part time. Lo scenario è il Pineta, il locale dove hanno base la Ronchi e Buttini, "la serata continuava per fare il dopo serata, chiamato after, all'hotel Me Milan Il Duca di piazza della Repubblica", dice una di loro. Quando le chiedono se si è prostituita con calciatori risponde: "Per soldi no, a titolo gratuito.
Sono clienti molto facoltosi soprattutto calciatori che venendo da fuori fuori si prenotano una stanza in un hotel a cinque stelle per fare l'after. Il Me Milan è quello più prenotato perchè molto bello e più riservato".