Dopo essere uscito dalla porta principale del Parlamento italiano nel 2021, Alessandro Zan (foto) ha provato a far rientrare dalla finestra dell'europarlamento il suo disegno di legge sull'omotransfobia ma il blitz è fallito grazie alla mediazione del centrodestra italiano finendo per far deflagrare la polemica tra le associazioni Lgbt. Ieri il Parlamento europeo ha infatti approvato le nuove norme per rafforzare la tutela delle vittime di reato con protezioni specifiche per chi ha subito violenza sessuale o crimini legati all'orientamento sessuale, all'identità di genere o alla disabilità. La direttiva vittime è stata approvata con 440 voti a favore, 49 contrari e 84 astensioni tra cui FdI e Lega ma la sinistra non ha perso tempo per mettere il cappello sul voto con Elly Schlein che ha parlato di un "passo avanti fondamentale" mentre l'europarlamentare del Pd Zan ha definito "una scelta ideologica vergognosa" l'astensione della destra italiana.
Eppure Fabrizio Marrazzo, portavoce del Partito Gay, ha smentito Zan affermando che "la direttiva europea sulle vittime di reato non può essere presentata come una legge contro l'omotransfobia" rendendo pubblico lo scontro interno al mondo Lgbt italiano. D'altro canto, che le cose stessero diversamente da quanto dichiarato da Zan, lo aveva spiegato anche la Lega in una nota secondo cui, sostenere che siamo di fronte a una re-introduzione del Ddl Zan "significa confondere la creazione di nuovi reati con le regole per l'assistenza alle parti lese". Nello specifico la direttiva europea non introduce nessun nuovo reato o aggravante (come omofobia o transfobia) e l'obiettivo del testo è "esclusivamente stabilire standard minimi per assistere chi è già vittima di un reato".
Per Fdi "la direttiva contiene molti aspetti positivi che l'Italia ha contribuito a definire.
Purtroppo l'azione ideologica della sinistra ha fatto sì che nel testo finale rientrasse un riferimento all'identità di genere come criterio di valutazione dello status di vittima di reato. Per questa ragione, il governo italiano ha chiarito in sede di Consiglio che quella parte verrà recepita dall'Italia secondo l'ordinamento nazionale".