Cronache

Ex e video hot, vendetta web degli adolescenti

Per due su dieci è normale filmare i rapporti. Ma quando la storia finisce...

Ex e video hot, vendetta web degli adolescenti

Basta poco per passare dall'amore all'odio. L'adolescenza fa credere che ogni legame sia per sempre, poi i rapporti mutano e il tempo fa spazio a nuovi interessi, persone e amicizie. Quando i legami finiscono scatta qualcosa e la rabbia in alcuni casi porta alla vendetta pornografica o «revenge porn» e allora sì che diventa per sempre. Le immagini in atteggiamenti intimi e/o sessualmente espliciti vengono immessi in rete senza il consenso della vittima. Da quel momento chiunque può entrarne in possesso e il diritto all'oblio è ad oggi una strada senza uscite. Una tendenza che coinvolge il 4 per cento degli adolescenti ed è in continua crescita. Le dinamiche dei giovanissimi sono le stesse di sempre, ma cambiano gli strumenti, le possibilità, i valori. L'intento è quello di demolire la reputazione dell'altra persona, per vendicarsi o ricattarla. È una degenerazione del «sexting» che prevede lo scambio di materiale intimo (praticato da un adolescente su 10). Ci si lascia con il fidanzato, si litiga con l'amica e i materiali a sfondo sessuale vengono usati contro l'altro.

Le conseguenze psicologiche del ricatto sessuale possono portare, in situazioni estreme, al suicidio e gli adulti molto spesso se ne accorgono quando è diventata ormai cronaca. I numeri emergono dall'indagine combinata di Skuola.net e «Osservatorio nazionale adolescenza»: il 17% degli intervistati maschi considera normale filmarsi mentre fa sesso e molti di loro (44%) hanno fatto girare quei video tra gli amici, esibendoli come fosse un trofeo. Il 7 per cento delle ragazze racconta di essere stata filmata mentre faceva sesso, e tra queste il 70% è stato vittima di ricatto a causa di quelle immagini. I problemi iniziano quando la registrazione viene «rubata». Le ragazze sono i soggetti più esposti, per via di uno stereotipo sociale che le colpevolizza.

La maggior parte delle immagini intime non consensuali che rientrano nel ricatto pornografico vengono scambiate tra fidanzati in maniera consensuale, ma ci sono anche le immagini scambiate con le amiche. In altre parole non si tratta di un fenomeno circoscritto al rapporto sentimentale, a volte è la ex migliore amica a diffondere il materiale. Se una foto intima maschile viene percepita in maniera meno grave, per le donne non è così: diventa motivo di attacco personale e di disprezzo. Se l'adolescenza è il periodo della scoperta della propria sessualità, con la digitalizzazione nascono nuovi fenomeni e il corpo può diventare il teatro dell'esuberanza tipica adolescenziale.

Tra i giovanissimi dilagano «chem sex» (il 7 per cento utilizza sostanze psicoattive sintetiche o droghe durante il rapporto sessuale), revenge porn e rapporti a rischio. Chem sex e rapporti non protetti vengono consumati in luoghi pubblici o con più persone in una stessa sera, anche contemporaneamente. Non è la prima pagina di un giornale scandalistico, ma una realtà che spesso i «grandi» ignorano. Dai risultati dell'indagine online che ha coinvolto 3.100 studenti tra i 14 e i 19 anni emerge tutta l'insicurezza di una generazione che preferisce affidarsi alle droghe per sentirsi più disinibito (16% degli utilizzatori), per provare emozioni più forti e avere prestazioni migliori (43% degli utilizzatori). In condizioni alterate lo smartphone diventa un'arma ancora più pericolosa e ogni gesto ha delle ripercussioni. Può bastare una serata per distruggere una vita.

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