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Fa cadere un'auto nel lago. Lui fugge ubriaco: un morto

La vittima era a bordo di una Panda con la moglie, che è grave. Marocchino fermato al bar: omicidio stradale

Fa cadere un'auto nel lago. Lui fugge ubriaco: un morto
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Ha provocato un incidente mortale e si è rifugiato in un bar, ordinando da bere. Ha cercato di fuggire senza nemmeno prestare soccorso all'auto che ha fatto precipitare nel lago. Non si è fermato e non ha chiamato i soccorsi. Ma i carabinieri lo hanno bloccato poco più avanti rispetto al luogo dello scontro, in stato visibilmente alterato.

È stato arrestato A.Y., il 29enne marocchino che era alla guida dell'auto che ha causato l'incidente lungo la Ss 340 Regina nei pressi di Brenno, nel Comasco, poco dopo la mezzanotte di lunedì. Un frontale spaventoso in cui ha perso la vita Francesco Piras, 37 anni.

A.Y. era al volante con un tasso alcolemico superiore a 1,5 (1,78 grammi di alcol per litro di sangue) motivo per cui i militari hanno proceduto all'arresto per omicidio e lesioni stradali e guida in stato di ebrezza.

Secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine, il 29enne, stava guidando una Mercedes Classe A quando avrebbe impattato contro l'altra vettura, una Fiat Panda, che per l'impatto ha sbattuto contro il guard rail, ribaltandosi e precipitando in acqua.

A bordo, oltre a Piras, il cui corpo è stato ritrovato sulle rive del lago a Laglio, anche una donna, di 35 anni, Carla Cherubini, che è riuscita ad aprire la portiera della Panda, uscire dall'abitacolo e portarsi in qualche modo a riva. La donna, salva per miracolo, è stata immediatamente soccorsa e trasportata d'urgenza in condizioni gravissime all'ospedale di Varese, dove è in pericolo di vita. A bordo della Mercedes che ha causato l'incidente c'era anche un altro passeggero, rimasto lievemente ferito e portato all'ospedale di Gravedona. Anche il 29enne arrestato è rimasto ferito nell'impatto ed è stato portato in codice giallo al Sant'Anna di Como dove è piantonato dai carabinieri. Complicate le operazioni di recupero dell'auto: impegnati vigili del fuoco, sommozzatori, sanitari del 118 e forze dell'ordine.

A testimoniare la fuga dell'uomo marocchino al bar, sarebbero proprio i titolari del locale, il Bar Motta di Argeno, rimasti sconvolti e subito insospettiti dallo "strano" personaggio che si è presentato al bancone, in evidente stato di ebrezza: "Io e mio fratello - raccontano i gestori - abbiamo capito subito che qualcosa non tornava e che quell'uomo poteva essere coinvolto nel terribile incidente che era appena accaduto. Ovviamente non gli abbiamo dato nulla da bere, nonostante la sua richiesta. Mio fratello stava già chiamando i carabinieri che, comunque, erano già fuori in servizio perché lo avevano rintracciato".

Il problema dell'alcol alla guida è particolarmente sentito sul lungolago comasco. Tanto che i carabinieri della compagnia di Menaggio hanno intensificato i controlli sulle strade del Centro e Alto Lago di Como nell'ambito delle attività di prevenzione contro le cosiddette "stragi del sabato sera".

Il bilancio delle verifiche effettuate negli ultimi fine settimana è particolarmente significativo: sono infatti 30 i conducenti denunciati tra guida in stato di ebbrezza e guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Nel dettaglio, 18 persone sono state denunciate per guida in stato di ebbrezza alcolica e altre 12 per guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti. Per tutti è scattato l'immediato ritiro della patente di guida.

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