Fratelli d’Italia accende i riflettori sul caso di Salim El Koudri e sulle nuove indiscrezioni emerse attorno all’attentato di Modena. Dopo la notizia dei quattro video registrati dal 31enne nelle ore precedenti all’attacco e dei filmati di attentati jihadisti trovati sul suo telefono, gli esponenti del partito di Giorgia Meloni chiedono chiarimenti e attaccano chi - subito dopo i fatti - ha avuto troppa fretta nel ricondurre tutto ai problemi psichiatrici dell’uomo.
Il più tranchant è Galeazzo Bignami. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera interviene sui social commentando quanto rivelato dal Giornale sui video registrati da El Koudri prima di lanciarsi con l’auto contro la folla nel centro di Modena. “Esiste un problema maggiore di chi viene qua per islamizzare la nostra Patria e sono quelli che rinunciando alla nostra identità, alla nostra storia, glielo vogliono lasciar fare, per ragioni economiche, politiche, elettorali”, afferma Bignami.
Il riferimento è ai quattro monologhi registrati nelle 48 ore precedenti all’attacco. In uno di questi, secondo quanto emerso, il 31enne pronuncia la frase “l’Italia va distrutta”. Nei filmati compaiono inoltre invettive contro gli Stati Uniti, gli ebrei e i cristiani, mentre sul cellulare dell’uomo sarebbero stati trovati video relativi ad attentati jihadisti compiuti utilizzando veicoli contro la folla.
Elementi che spingono FdI a chiedere che nessuna ipotesi venga esclusa prima della conclusione degli accertamenti. “Le notizie che stanno emergendo dalle indagini sull’attentato di Modena impongono attenzione, serietà e dovrebbero suggerire qualche riflessione soprattutto a chi, già all’indomani dei fatti, sembrava avere individuato una spiegazione definitiva”, afferma Michele Barcaiuolo, senatore di Fratelli d’Italia e coordinatore regionale del partito in Emilia-Romagna.
Barcaiuolo richiama proprio i video e il materiale trovato sul telefono di El Koudri: “Secondo quanto riportato oggi dalla stampa, nelle 48 ore precedenti all’attacco, Salim El Koudri avrebbe registrato quattro monologhi, in uno dei quali affermava che ‘l’Italia va distrutta’, mentre sul suo telefono sarebbero stati trovati filmati relativi ad attentati jihadisti compiuti lanciando veicoli contro la folla”. Il senatore sottolinea inoltre i riferimenti all’Islam e alla cosiddetta tattica dei “mille tagli”, ma mantiene il punto fermo sul piano giudiziario: “Elementi sui quali spetta esclusivamente agli investigatori fare piena luce”. È proprio su questo terreno, però, che arriva l’affondo politico. Per Barcaiuolo, quanto sta emergendo rende “ancora più incomprensibile la fretta con cui una parte della sinistra aveva sostanzialmente ricondotto l’attentato al gesto di una persona con problemi psichiatrici”.
La linea di FdI è cristallina: le nuove acquisizioni investigative impongono di non chiudere prematuramente il caso dentro una sola spiegazione. Il prossimo passaggio sarà la perizia psichiatrica, ma sul piano politico la polemica è già esplosa: da Bignami a Barcaiuolo, FdI chiede che si faccia piena luce sui video, sui riferimenti religiosi e sui contenuti jihadisti finiti al centro degli accertamenti.
