nostro inviato a Manduria (Ta)
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sceglie il Forum in Masseria di Bruno Vespa per tirare una stoccata al generale Roberto Vannacci. "Remigration? Non ho capito cosa vuol dire rispetto a quello che si fa". Il titolare del Viminale è ospite al gala di chiusura della kermesse di Manduria, in Puglia. La manifestazione romana delle truppe vannacciane non è un pensiero fisso dell'esecutivo, anzi. Per quanto "questa teoria della remigrazione" non sia ancora "stata declinata in tutta la sua forza", osserva il capo di dicastero. Il focus del governo rimane sui rimpatri. Il numero è cresciuto ma l'obiettivo è ambizioso: "Ho dato mandato ai miei uffici, e coltivo il sogno, di giungere quest'anno, tra forzosi e volontari assistiti, al superamento della soglia simbolo dei 10.000 rimpatri, che non è mai avvenuto in Italia". La parabola è crescente: 20-30% in più ogni anno. Ecco perché arrivare a quella cifra è davvero possibile.
Non è però tutto oro quello che luccica. La vittoria sul nuovo regolamento dell'Unione europea sui rimpatri prevede già un secondo tempo: "Sono quasi certo che ci saranno dei casi in cui, l'ho anche detto al presidente Giorgia Meloni, questi stessi regolamenti europei sui rimpatri saranno oggetto di valutazione per singoli processi". Ci saranno dei ricorsi, insomma, che si baseranno sulla Carta europea dei diritti dell'uomo. È il solito ping pong tra politica e magistratura sulla gestione dei fenomeni migratori. Ma anche gli avvocati, in questo caso, potrebbero recitare il ruolo di pungolo contro il regolamento. In ogni caso, il tema dei rimpatri è di "grande complessità" e non può essere liquidato con "formule semplicistiche". E se oggi Bruxelles ha approvato delle regole più stringenti sui rimpatri non è un mistero lo si deve soprattutto, se non unicamente, alla spinta dell'Italia di Giorgia Meloni. Non è un dettaglio di secondo piano: "I rimpatri vanno fatti, noi stiamo facendo una politica di sostegno a un rafforzamento della capacità di rimpatrio e lo abbiamo fatto anche facendo partire un processo legislativo nuovo a livello europeo". Certo, la struttura del nuovo regolamento è stata condivisa con i "Paesi più forti", soprattutto Francia e Germania. Ma questo non basterà per fermare la gioiosa macchina dei ricorsi.
Il capitolo sicurezza è un altro protagonista dello speech del ministro. Piantedosi respinge con forza la teoria secondo cui in Italia dimorerebbero 500mila migranti irregolari: "Non è un numero realistico", taglia corto. Anche perché dev'essere considerato il fenomeno di chi, nel nostro Paese, ci transita e basta. La chiosa è su "Strade Sicure", il programma che consente alle città di poter contare su presidi fissi dei militari.
"Col tempo bisognerà prevederne una progressiva sostituzione, perché toglierli adesso, in qualche modo, sarebbe chiaramente un depauperamento", fa presente il titolare del Viminale. Che non dimentica gli equilibri di coalizione: "Alcuni partiti conclude sono particolarmente affezionati e ci chiedono di non toccare i militari".