Fumata nera sui sindaci. Il centrodestra rinvia la scelta dei candidati

Pesano le nuove mosse di Toti. Napoli, Pd-5s d'accordo su Manfredi, già ministro con Conte

Fumata nera sui sindaci. Il centrodestra rinvia la scelta dei candidati

S i pensava potesse essere risolutivo il vertice in agenda ieri per discutere le candidature della coalizione di centrodestra per le prossime amministrative di ottobre. Ma l'appuntamento è saltato all'ultimo. Indisponibili a sedersi al tavolo leghisti e azzurri. Bisogna prendere tempo. I vertici di Forza Italia, soprattutto, non hanno gradito l'uscita del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Insieme con Giovanni Toti vuole infatti dare vita a una nuova forza parlamentare. Reclutando deputati e senatori. Sbagliato in questo momento, fanno sapere gli azzurri, una campagna acquisti all'interno della coalizione. I voti e gli uomini si devono cercare fuori per allargare la coalizione non per dividerla. Il governatore ligure, che fin qui ha sempre partecipato ai vertici dedicati alle amministrative, assicura massima adesione al progetto. Peccato aver scelto di presentare il nuovo soggetto politico («Coraggio Italia!») lo stesso giorno in cui era previsto il vertice. «Siamo saldamente nel centrodestra e restiamo leali».

Intanto prosegue il lavoro di confronto tra i rappresentanti dei diversi partiti per individuare i nomi dei possibili candidati per le elezioni del prossimo ottobre. Il nodo centrale resta quello della Capitale e di Milano. Lega e Forza Italia restano scettici sulle possibilità dell'avvocato Enrico Michetti, indicato da Fratelli d'Italia. Lo definiscono poco «popolare» come personaggio pubblico. E sempre sul versante della società civile avanzano la candidatura di Simonetta Matone, l'ex magistrato che ha dedicato una vita professionale alla difesa dei minori e delle donne. Un sondaggio commissionato per vedere la reale consistenza, nel gradimento dei potenziali lettori, dei due nomi doveva essere mostrato ieri al vertice. E sarà oggetto quindi del prossimo incontro dove si dovrà scremare anche la pattuglia dei possibili sfidanti di Giuseppe Sala a Milano, dalla quale sembrano usciti definitivamente la presidente di Federfarma Lombardia Annarosa Racca, il giornalista Paolo Del Debbio (indicato da Sgarbi) e il manager Roberto Rasia Dal Polo, proposto dal Carroccio.

Insomma, a parte Torino con Paolo Damilano, e Napoli con il magistrato Catello Maresca (che ha appena ottenuto dal Csm il permesso all'aspettativa), il nodo delle candidature resta tutto da sciogliere.

E proprio a Napoli il centrosinistra ha sciolto le riserve. Il candidato a prendere il posto dell'uscente Luigi De Magistris sarà l'ex rettore della Federico II e già ministro sempre dell'Università per il Conte bis, Gaetano Manfredi. Sul quale convergono Pd, LeU e Movimento Cinquestelle. La scelta di Manfredi viene salutata con favore dal presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, a lungo indicato come possibile candidato. «Non è il candidato di un partito - dice Fico -, ma il candidato giusto per Napoli, rappresentativo delle migliori energie del territorio, che sarà in grado di tessere un dialogo prezioso tra le diverse istituzioni».

«Adesso possiamo partire tutti insieme per costruire la città del futuro - commenta il diretto interessato, dopo l'ufficialità della sua candidatura -. Un grande sforzo che deve mettere in campo le migliori energie della città». Tra queste «energie», però, mancheranno i sostenitori di Italia viva. Il partito di Renzi, per bocca di Ettore Rosato boccia la candidatura di Manfredi perché, dice, «il percorso con i Cinquestelle è un percorso fallimentare».

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