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Il generale difende anche gli insulti sessisti grillini. (Ma la base già rumoreggia)

L'ufficiale con un intervento spavaldo battezza il partito. Ma sottoscrive le offese di Landini e 5 Stelle a Meloni

Il generale difende anche gli insulti sessisti grillini. (Ma la base già rumoreggia)

Il generale Roberto Vannacci è più spavaldo del solito. Forte della platea piena (a noi è stato impedito di entrarci e vederla) e dei sondaggi che lo danno al 5%. Anche se lui punta al 20%. Gongola, tutti lo vogliono, tutti lo cercano, i 2.000 "futuristi" arrivati da tutta Italia lo acclamano.

Lui si gode il bagno di folla, e di sudore. Fuori ci sono più di 30 gradi. I giornalisti (noi compresi) sono stati rinchiusi nello sgabuzzino dell'Auditorium della Conciliazione, a Roma. È il posto scelto per l'evento, per l'Assemblea costituente di Futuro Nazionale. L'ex generale invoca la protezione divina all'ombra del cupolone e prega dal palco. Poi parla, anche tanto. È un fiume in piena, anche durante la conferenza stampa. Si diverte, provoca i giornalisti con sorrisi di "sfida". Su alcuni temi è dritto, soprattutto quando si tratta di attaccare il governo. In particolare, Giorgia Meloni. A chi gli chiede cosa pensa delle parole del deputato grillino Francesco Silvestri che, alla Camera, ha invitato Meloni ad indossare delle ginocchiere è sentenzioso. Nessuna solidarietà, anzi. "Ci sono molte sfumature nella lingua che non mi offendono. Se un'espressione del genere fosse stata detta a me, probabilmente non l'avrei recepita come una possibile offesa sessista". Afferma Roberto Vannacci, che rincara la dose e tira in ballo anche Maurizio Landini che, in diretta tv, definì Giorgia Meloni una cortigiana. "Io non sono una donna, non ho questa sensibilità, ho una percezione diversa delle sfumature linguistiche". Nessuna solidarietà, parole per molti percepite come sessiste. Ovviamente non per i suoi, tutti in tiro per il giorno di festa. Si sente forte Vannacci, tanto da sfidare i partiti di centrodestra. "Ci dicono che siamo la stampella della sinistra, se la tengano per loro". Chiediamo al comandante in capo: avete delle condizioni per aderire alla coalizione di centrodestra? "Vede - risponde stizzito il militare Vannacci - la domanda è sbagliata! Io non ho mai parlato di adesione al centrodestra, è il centrodestra che ne parla". Allora riformuliamo la domanda: lei aderirebbe alla coalizione di centrodestra? "Loro vorrebbero che io mi ammorbidisca, che ammorbidisca le mie posizioni, ma non lo farò. Il partito ancora prima di nascere è al 5%. Futuro nazionale è il sestante del centrodestra che è andato alla deriva. Io sono disposto a collaborare con chi rispetta le nostre linee rosse. Chi vuol salire sulla barca salga, ma rispettando le nostre linee rosse". È lui a dettare le condizioni, convinto di essere l'ago della bilancia, di poter dettare la linea. La base, però, la pensa diversamente: "Dobbiamo andare con il centrodestra, ma senza Forza Italia" dicono in molti. Qualche nostalgico, invece, è dritto: "Andiamo soli!" Alessandro Cilento, da Cosenza insieme a 33 delegati, ha le idee chiare: "Possiamo andare con Alessandro Di Battista o Marco Rizzo, non ho stima dei partiti di centrodestra. Sono un ex leghista, l'appoggio di Salvini a Mario Draghi mi ha deluso".

Vannacci ne ha davvero per tutti, in particolare per Forza Italia, Fratelli d'Italia e per la Lega. A proposito, gli chiediamo: visto che parla molto di immigrazione clandestina cosa ne pensa di Matteo Salvini al Viminale? "Ci sono tanti bravi ministri" dice evadendo la domanda. I "futuristi" alla fine sembrano disorientati sotto il sole romano. "Sto morendo" dice uno di loro annaspando. Il gruppo dei "camerati" litiga sul ristorante dove andare a pranzo. La carbonara è troppo pesante, meglio la cacio e pepe.

I soldi per l'evento sono pochi, anzi "niente" per citare il generale. Quanto è costata la due giorni? "Circa 70mila euro" dunque, niente buffet. Neanche il caffè. Molti sono interessati al proprio futuro, poco meno a quello nazionale.

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