Guerra in Ucraina

Generali pro-Nato cacciati da Orbán. E vuole bloccare gli aiuti a Kiev

Se l'Unione europea si dimostra compatta nel sostegno all'Ucraina, anche al di là delle rigidità tedesche sull'invio dei Leopard 2, c'è un Paese che sembra voler continuare a a forzare la mano

Generali pro-Nato cacciati da Orbán. E vuole bloccare gli aiuti a Kiev

Se l'Unione europea si dimostra compatta nel sostegno all'Ucraina, anche al di là delle rigidità tedesche sull'invio dei Leopard 2, c'è un Paese che sembra voler continuare a a forzare la mano, non solo nei confronti di Kiev. Prima l'appello per togliere le sanzioni a Mosca, ora l'Ungheria di Orban caccia i generali atlantisti e chiede di bloccare i finanziamenti all'Ucraina.

Almeno 170 ufficiali e generali ungheresi pro-Nato sarebbero stati mandati via dalle forze armate secondo quanto denuncia Ágnes Vadai, ex sottosegretaria della Difesa ed esponente del partito di opposizione Dk. Secondo quanto si apprende, il ministero della Difesa ungherese ha iniziato a licenziare centinaia di ufficiali militari di alto rango, compresi generali e colonnelli, a seguito di un nuovo decreto governativo che consentirebbe al ministro della Difesa di sospendere unilateralmente quanti abbiano compiuto 45 anni e abbiano almeno 25 anni di servizio effettivo. Una normativa che altro non sarebbe se non il pretesto per un'epurazione di massa dei membri dello stato maggiore della difesa, scrive Telex. «Ho saputo che 170 generali e ufficiali sono già stati sollevati dalle loro funzioni», ha dichiarato Vadai, aggiungendo di non sapere ancora a quali numeri si arriverà, ma «ho sentito parlare dell'ordine di migliaia». Secondo l'ex sottosegretaria, lo scopo delle misure sarebbe quello di garantire che la lealtà politica al governo di Orban sia d'ora in poi il principio guida delle forze armate ungheresi.

Ma non è tutto. Perché da Bruxelles si apprende che l'Ungheria sta bloccando il via libera ad altri 500 milioni di aiuti europei destinati all'Ucraina per nuovi aiuti militari. Budapest sta ponendo il veto sull'esborso dei fondi della European Peace Facility (Epf) ma senza addurre motivazioni. Domani nuovo capitolo della discussione e grande attesa su quali saranno le mosse ungheresi, nel recente passato più volte schierate dalla parte di Putin, con il rifiuto di fornire aiuti militari a Kiev e il blocco, temporaneo, di 18 miliardi di aiuti economici a Kiev per incassare un taglio dei fondi europei più morbido del previsto. Bruxelles ha tagliato i fondi all'Ungheria, per la prima volta nella storia, dopo aver mosso precise accuse di corruzione e violazione dello stato di diritto. In Ungheria quindi, un po' di russofilia e un po' di interesse che agitano l'Europa.

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