Il giorno più duro della Cirinnà: "Il governo non si occuperà di diritti"

La senatrice prima firmataria della legge sulle unioni civili si sfoga in un'intervista e attacca tutti: Fontana, Salvini, Di Maio e tutto il M5s

Il giorno più duro della Cirinnà: "Il governo non si occuperà di diritti"

Dies amara valde: per Monica Cirinnà martedì 5 giugno 2018 è stato il giorno più duro. Da senatrice del Partito Democratico ha dovuto assistere allo spettacolo dell'Aula di Palazzo Madama che vota la fiducia ad un governo che rappresenta praticamente tutto l'esatto opposto di ciò per cui si è battuta per anni.

In un'intervista a The Post Internazionale, la madre della legge sulle unioni civili si dice "arrabbiata" e si abbandona all'amarezza. Il punto più dolente, com'è ovvio, è quello sui diritti civili che tanto le sono cari e che secondo lei il nuovo governo rischia di dimenticare completamente.

Le parole più dure sono per il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana: "Fontana è contro tutto, Fontana ha usato. Non deve fare confusione tra religione e Stato, deve fare il ministro della Repubblica, non deve coniugare le sue due attività: ministro della repubblica è una cosa, cattolico osservante un’altra."

"Poi ognuno ha la sua coscienza, ma ognuno accetta i ruoli se è in grado di gestirli - prosegue nel suo affondo - Fontana, anche se non vuole, è comunque un ministro di tutti i cittadini italiani, anche di quelli che lui vuole rifiutare, è ministro di gay, lesbiche, dei neri." Nel mirino della Cirinnà - che ierisi è presentata in Aula con una maglietta a supporto delle famiglie omossessuali - c'è la frase sulle "famiglie arcobaleno che non esistono", vista come la "negazione della lotta per il riconoscimento dei diritti."

I toni sono cupi anche quando lo sguardo si volge al futuro: la senatrice piddì vede davanti a sè "un anno di slogan, complicato, con un continuo braccio di ferro Lega-M5s per le poltrone". Già ora, però, l'esponente dem punta il dito contro Matteo Salvini, reo di "non rendersi conto che fra la campagna elettorale e il governo c'è un abisso".

Il MoVimento Cinque Stelle viene invece liquidato con parole sprezzanti: "M5S è di destra ma con un’identità vaga e senza ossa. I grillini sono trascinati da soggetti, con cui hanno fatto alleanza e contratto, che invece hanno un’identità fortissima, è evidente che loro rischiano di essere travolti da chi con più forza professa la sua ideologia - attacca - Di Maio ha dimostrato una subalternità culturale, lui contro gli xenofobi, i razzisti, i nazionalisti, non ce la fa, tanto che in questi cinque anni di parlamento il M5S non ha votato nessuna legge sui diritti civili."