Un video drammatico sta circolando sul web tra i tanti che documentano la tragedia nella discoteca di Crans-Montana. Sono solo pochi secondi in cui si nota con chiarezza un ragazzo rimasto in T-shirt, perché con il suo maglione (o un indumento simile) che evidentemente si è tolto, cerca di spegnere le prime lingue di fuoco che incominciano a serpeggiare sul soffitto della discoteca. Con energia sbatte ripetutamente il suo maglione sul fuoco nel tentativo di soffocarlo, mentre la musica è ancora forte, ancora si balla, ancora qualche bicchiere è sollevato per brindare. Sullo sfondo si vede anche qualcuno che con il proprio telefonino sta riprendendo quanto accade tutt'intorno.
Il filmato che, appunto, circola sul web, è accompagnato da questo commento: "Ragazzo eroico agita disperato un maglione per tentare di spegnere le fiamme a Crans-Montana".
Apro una breve parentesi. Platone in un noto passo del suo libro Repubblica fa una distinzione cruciale tra gli esseri umani che, per un verso diverrà proverbiale, per un altro sarà tema di riflessione filosofica nella storia della nostra cultura. In breve, ci sono due generi di persone, l'una dedita all'azione, l'altra alla testimonianza dell'azione. Insomma, uomini d'azione e uomini testimoni. Da sottolineare (Platone sottolinea) che non c'è tra loro differenza di valore (politico, etico, esistenziale): l'uno vale quanto l'altro; la repubblica ha bisogno in uguale misura dell'uno quanto dell'altro.
Ritorniamo alla tragedia di Crans-Montana e al video che stiamo esaminando. Da una parte c'è il ragazzo eroe che sta tentando di spegnere il fuoco, dall'altro quello che sta filmando. Il commento della scena, ricordato prima, sembra molto eloquente: un ragazzo reagisce, è consapevole di ciò che sta accadendo e interviene; l'altro, anche in una situazione in cui non era difficile comprendere la drammaticità, esibisce il tipico modello di comportamento giovanile che prevede il telefonino sempre in mano, o attaccato al naso o pronto per filmare. Facile cogliere un non esplicito giudizio di condanna dell'uno, mentre viene celebrata l'azione dell'altro.
Certo, chi interviene porta su di sé l'attenzione degli altri, e in quella particolare situazione, riscuote una indiscutibile approvazione, mentre chi sta filmando l'accaduto appare una piccola persona, una che avrebbe potuto dare una mano invece di gingillarsi col telefonino, ormai considerato in questi nostri tempi l'oggetto infernale di dannazione. Comunque, se sto commentando il video che testimonia l'eroico tentativo del giovane mentre cerca di spegnere il fuoco, è perché qualcun altro, sempre con il famigerato telefonino, stava filmando il ragazzo.
Difficile sostenere che l'uno valga quanto l'altro in questa drammatica situazione, e cioè che il ragazzo temerario che si avventa contro il fuoco presenta lo stesso valore morale di chi sta filmando la sua azione, smettendo di bere e ballare. Eppure è così.
Chi ha scelto di non bere e ballare per testimoniare ciò che sta accadendo, è determinato ad intervenire filmando affinché non si dimentichi l'eroismo di un suo amico. Due tipi di giovani, due modelli di umanità che caratterizzano la nostra realtà sociale: abbiamo bisogno di entrambi per conoscere il senso della vita con le sue tragedie, con i suoi eroismi.