"Ecco come sarà la riforma della Giustizia"

Nel corso della riunione con i capigruppo di maggioranza sulla riforma del Csm e dell'ordinamento giudiziario il Guardasigilli ha citato Giovanni Falcone ed ha ricordato che "autonomia e indipendenza" delle toghe se "non siano coniugate a efficienza del servizio, sono privilegi di casta e non sono compresi dalla società"

Cartabia: "Ecco come sarà la riforma della Giustizia"

"Qualcosa si è guastato nel rapporto tra magistratura e popolo, nel cui nome la magistratura esercita. Occorre urgentemente ricostruirlo". È questo l’avvertimento lanciato dal ministro della Giustizia, Marta Cartabia, nel corso della riunione che si sta svolgendo da remoto con i capigruppo di maggioranza in commissione Giustizia della Camera sulla riforma del Csm e dell'ordinamento giudiziario. "Ed è un doveroso riconoscimento al lavoro della stragrande maggioranza dei magistrati, che si adopera, con professionalità e riserbo, per svolgere una delle funzioni tra le più delicate e complesse e importanti", ha aggiunto il membro del governo.

La Cartabia ha aperto la riunione sottolineando che la riforma dell'ordinamento è "un capitolo molto atteso. Il dibattito pubblico e accademico da tempo è maturo e sicuramente i fatti di cronaca, che hanno riguardato la magistratura nei mesi più recenti, hanno reso improcrastinabili e più urgenti gli interventi in questo ambito". Il ministro ha poi spiegato che i temi dell'indipendenza della magistratura e del "reale rispetto del 'rule of law' stanno attraversando tutta l'Ue in contesti diversi, hanno da molto tempo preso la scena nel dibattito costituzionale e istituzionale nell'Ue. Contesti diversi, ma tutti mirano all'unico obiettivo che ci preoccupa di più: l'esigenza che la magistratura operi sempre, nei fatti e nella percezione dell'opinione pubblica, su solide basi di indipendenza". Una esigenza che il ministro evidenzia essere "sempre più urgente negli ultimi anni per tante ragioni".

Nel corso della riunione la Cartabia ha citato le parole pronunciate lo scorso 23 maggio dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, dall'aula bunker di Palermo nell'anniversario della strage di Capaci e poi ha affermato che le riforme che il ministero ha chiesto sono finalizzate allo scopo "così accoratamente espresso dal Presidente della Repubblica: fiducia e credibilità nei magistrati sono obiettivi, che non possiamo mancare". Il ministro ha ammesso che questa è la preoccupazione che "mi anima più di tutto”. Poi il passaggio sul quel qualcosa che si è guastato nel rapporto tra magistratura e popolo “nel cui popolo la magistratura esercita". Un rapporto, ha ancora aggiunto il membro el governo, che "occorre urgentemente ricostruirlo".

Il ministro ha ricordato che gli ingredienti della riforma sono i "capisaldi della Costituzione: indipendenza, esercizio imparziale, efficienza". Allo stesso tempo la Cartabia ha evidenziato che la sfiducia dei cittadini passa anche per gli “insostenibili tempi lunghi della risposta della giustizia". Il Guardasigilli ha poi citato Giovanni Falcone: "Autonomia e indipendenza della magistratura, che non siano coniugate a efficienza del servizio, sono privilegi di casta e non sono compresi dalla società". "Il magistrato- ha proseguito- deve essere autonomo, indipendente ed efficiente. Il giudice è chiamato a rendere un servizio, a rispondere a problemi sempre brucianti per i cittadini e questo non si può perdere di vista, nel tentativo di migliorare il rapporto fiducia con i cittadini" . E su questo, ha infine assicurato la Cartabia, "siamo impegnati".

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