Il governo bastona i pensionati: tagliate 50mila quattordicesime

Brutta sorpresa per gli anziani che dopo otto anni non riceveranno la mensilità extra: per l'Inps non hanno più i requisiti di reddito

Il governo bastona i pensionati: tagliate 50mila quattordicesime
Pensionati in attesa in un ufficio dell'Inps

Via la quattordicesima a 50mila pensionati perché non ne hanno più diritto. Agosto nero per migliaia di anziani che da otto anni erano abituati a ricevere una mensilità extra estiva. Dopo un primo rinvio di luglio, l'Inps ha deciso di sospendergli gli assegni perché da una verifica «non risultano avere i requisiti reddituali per accedere al beneficio».

La vicenda è questa. Nel 2007 il governo istituisce la quattordicesima mensilità per alcuni pensionati. I limiti sono stretti. Si tratta di un'integrazione studiata per chi ha un reddito basso (inferiore ai 9.786 euro) e almeno 64 anni di età. Una mensilità vera per questa fetta di anziani, che va, all'incirca, dai 300 ai 500 euro. A luglio la prima brutta sorpresa. Circa 80mila pensionati non hanno ricevuto l'assegno. Motivi tecnici, si disse. L'Inps, si legge nelle cronache, ha avuto un problema al sistema informatico e gli aventi diritto dovranno produrre di nuovo la documentazione. Quindi la dichiarazione dei redditi per chi la presenta altrimenti attraverso il modello Red, che si compila online.

Negli ultimi giorni a giornali e sindacati sono arrivate le segnalazioni di anziani che hanno compilato il modulo ai Caf, ma non hanno comunque ricevuto l'assegno. Si tratta di una minoranza, secondo l'Inps. A luglio, ricostruisce l'istituto, erano già state erogate 1,9 milioni di quattordicesime, contro quelle del 2014 che erano 2,2 milioni. La differenza si spiega con «l'assenza di reddito dichiarato dal 2012 in poi». La gran parte di queste 183mila pensioni escluse per mancanza di dati sono state esaminate in luglio, e a settembre l'assegno è arrivato a 104mila pensionati per i quali «erano presenti le dichiarazioni reddituali del 2012 o 2013, ma non erano ancora elaborate». Queste sono le vittime del famoso errore, quindi.

I restanti 80mila senza quattordicesima sono stati invitati a presentare il modello Red alla sede Inps locale. Di questi, fino a ieri, circa 26.300 hanno passato l'esame e riceveranno l'assegno. Ma «le rimanenti, poco più di 50mila posizioni, non risultano avere i requisiti reddituali per accedere al beneficio». Niente quattordicesima per 50mila, quindi, né a settembre né nei prossimi mesi. Salvo errori. L'Inps in questo senso si dichiara disponibile a valutare ogni possibile «caso isolato di mancata ricostruzione» del reddito. Delusione che si somma a quella di chi si aspettava di incassare l'adeguamento all'inflazione perso con la riforma Monti e riconquistato grazie alla sentenza della Corte costituzionale, ma ad agosto non ha ricevuto niente. Anche in questo caso giornali e sindacati sono stati inondati da segnalazioni. Nella maggior parte dei casi, si tratta di pensionati che si trovano vicino alla soglia massima, sei volte il trattamento minimo. Soglia che cambia a seconda dell'anno. Ad esempio, nel 2012 erano 2.886 euro mensili. Le pensioni, insomma, sono destinate a restare in cima all'agenda della politica. Anche perché il governo intende mettere mano alla riforma Fornero con la legge di Stabilità. Anche se, probabilmente, con un provvedimento ad hoc. Man mano che l'appuntamento si avvicina diventa più chiaro che il governo intende fare l'operazione a costo zero. Quindi l'introduzione di maggiore flessibilità nei requisiti per l'uscita sarà pagata dagli stessi pensionati in termini di tagli all'assegno. Le ipotesi in campo sono un ricalcolo contributivo delle pensioni in questione o un taglio, fino al 30%. Troppo, per i sindacati.

di Antonio Signorini

Roma

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