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Il governo vuole unificare Imu e Tasi

Il riassetto con la legge di Stabilità: o un semplice accorpamento o la creazione della service tax. Sforza Fogliani: "La casa non può essere sempre il Bancomat del Paese"

Il governo vuole unificare Imu e Tasi

Olè, si cambia ancora. Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan sta lavorando a una nuova tassazione sulla casa. Adesso l'orientamento del governo, dopo i pasticci del fu premier Enrico Letta, punta ad accorpare l'Imu e la Tasi in un'unica imposta per semplificare la vita ai contribuenti. Le ipotesi sul tavolo di via XX settembre sono o il semplice accorpamento delle due imposte o la creazione di una vera e propria service tax. In entrambi i casi non ci sono spazi per una riduzione del prelievo. Anzi, bisogna sperare che col nuovo sistema i proprietari di casa non vengano nuovamente stangati.

"L’accorpamento di Imu e Tasi in un certo senso eliminerebbe doppi adempimenti e doppi cavilli sulle date di scadenza e sui controlli che si devono fare ogni volta. Un carico da novanta oltre a quello dell’esborso, che grava sulle spalle dei contribuenti. Se fosse davvero così però si cancellerebbe in un colpo solo l’imposta sui servizi. E si otterrebbe una nuova patrimoniale". Intervistato dal Mattino, il presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani fa suonare un campanello d'allarme sul tandem tributario Tasi-Imu che, secondo le indiscrezioni riportate dal Messaggero, è al vaglio del governo. Il riassetto farà parte della legge di stabilità che l'esecutivo deve approvare per il 15 ottobre, ancora non ci sono ipotesi concrete sul riassetto della tassazione sulla casa. Al vaglio, per il momento ci sono due soluzioni che pur garantendo una semplificazione non assicurerebbero una riduzione dell'imposizione. La prevede un semplice accorpamento evitando così codici tributo diverse. "In questo caso - spiega Luca Cifoni sul Messaggero - l'attuale aliquota massima complessiva fissata per le generalità degli immobili all'11,4, tenendo conto della maggiorazione dello 0,8 per mille, diventerebbe il tetto del nuovo prelievo".

La seconda possibilità è la creazione di una service tax che pagheranno non solo in proprietari ma tutti gli inquilini che utilizzano l'immobile e, quindi, usufruiscono anche edi servizi comunali. "La tassazione sulla casa è un gran pasticcio e saldare Imu e Tasi sarebbe un bene - ha commentato iil presidente dell’Ance Paolo Buzzetti - come pure tornare allo spirito originario dell’imposta sui servizi". L'idea della service tax però scontenterebbe Confedilizia perché la leggerebbe come l'ennesima patrimoniale sugli immobili. "Sarebbe un’ipotesi disastrosa per le tasche dei già tartassati italiani - commenta Sforza Fogliani - la casa non può continuare ad essere sempre il solito Bancomat del Paese". Il dubbio, in effetti, resta. "Bisogna fare cassa perché la spesa non diminuisce per niente e il debito cresce - continua il presidente di Confedilizia - questo significa che la canzone 'paghiamo tutti per pagare meno' è la più grande bugia di tutti i tempi. Perché alla fine i soldi che hanno i governi li spendono non risparmiano niente e li buttano in cose del tutto inutili". Una certezza c'è: spazi per la riduzione del prelievo non ce ne sono.

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