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"Guai a inseguirlo: fa il gioco della sinistra. Ha natura distruttiva, è un cavallo di Troia"

La capogruppo Fi in Senato Stefania Craxi: "È abile e furbo. Dice di avere il 5 per cento? Urne lontane e gli italiani restano moderati"

"Guai a inseguirlo: fa il gioco della sinistra. Ha natura distruttiva, è un cavallo di Troia"

Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato, chiarisce la posizione del partito sul generale Vannacci e il suo movimento.

È una spina nel fianco per il centrodestra. Come neutralizzarlo?

"Il centrodestra deve fare il centrodestra: governare con serietà, efficacia e dare risposte concrete su fisco, lavoro e sicurezza, tenendo dritta la barra internazionale. Guai a inseguire o a combattere chicchessia. Facciamo il nostro gioco, non quello che gli altri vorrebbero imporci. Chi guida la macchina, chi è al governo, ha il dovere di tenere in corsa il Paese, non di rincorrere i nuovi fenomeni".

Fi è apparsa nella maggioranza la più decisa a escludere l'ingresso di Futuro nazionale: la porta è chiusa?

"Dobbiamo chiarezza ai nostri elettori. Il centro-destra è una coalizione aperta, plurale, ma non il luogo dell'anarchia, delle contraddizioni, né un campo per scorribande. E poi, è Vannacci a fare tutto: è lui che chiude la porta con sortite incompatibili con la cultura del centro-destra. E anche quando, con qualche dichiarazione meno bellicosa, prova a dischiudere la porta, sembra che lo faccia per convenienza, per attrarre l'attenzione, non per convinzione. Più per rompere che per costruire qualcosa. Anzi, forse proprio questo è il suo vero mandato".

Per Tajani Vannacci fa la quinta colonna della sinistra...

"È così. Per ben 6 volte hanno votato contro l'esecutivo. Anche sul decreto sicurezza, non solo sulle questioni di politica estera, sicurezza e difesa. La verità e che fa il gioco del campo largo, che non fa mistero di considerarlo un compagno di squadra in vista della campagna elettorale. Siamo in presenza di una sinistra che cerca di afferrare in ogni modo il governo del Paese, e di una pseudo destra che le fa da copertura sposando le stesse posizioni e lo stesso linguaggio. È la realizzazione dellateoria dei ferri di cavallo, dove gli estremi alla fine si incontrano".

Vede un parallelo con Alfano?

"Nessuno. Sono vicende e storie totalmente diverse, sia come dinamica politica che come effetti sul piano istituzionale. E rispetto a quella vicenda, anche la sinistra nostrana adotta tattiche diverse. Coloro che lasciavano il centro-destra per fantomatici centri, per una forma più o meno diretta di soccorso rosso, venivano blanditi e spesso visibilmente ricompensati. Con Vannacci, dovendo caldeggiare la tesi della deriva antifascista, il sostegno è più subdolo e potenzialmente più incisivo".

E il sostegno come si esprime?

"L'intero circuito mediatico della sinistra, il mainstream nostrano, pur adottando toni denigratori e rappresentazioni grottesche del personaggio, lo promuove di fatto. Ne alimenta deliberatamente la visibilità, offrendo spazio alla sua retorica su temi sensibili e identitari per la maggioranza. È una strategia doppiamente opportunistica: se Vannacci resta fuori, può drenare consensi alla coalizione e va bene sostenerlo; se invece dovesse entrarvi, avvalorerebbe la tesi del pericolo fascista".

Lui dice di essere orgoglioso di essere ritenuto la feccia: secondo lei che cosa vuole costruire?

"Non ho idea delle sue intenzioni. Ma leggendo le sue posizioni, gli attacchi sistemici a Fi, e guardando tutto in controluce, vedo dietro intenti poco edificanti. È certamente una persona abile, furba. Ma fossi in lui non escluderei il rischio che alla fine emerga la sua natura. Che è distruttiva e non costruttiva. Come tutti i cavalli di Troia".

Sostiene di avere già il 5 per cento in tasca...

"In questi anni di Seconda Repubblica abbiamo visto di tutto. Non mi sorprenderebbe nulla. La mobilità elettorale è impressionante. Ma le urne sono lontane e c'è una parte maggioritaria del Paese che non vuole al governo Conte e la Schlein".

Il generale vuole essere il sestante del centrodestra. Esagera?

"Se l'orizzonte non è visibile, se non c'è una linea per misurare l'altezza, il sestante non funziona. E non vedo in Futuro Nazionale né un orizzonte di pensiero, né una visione politica in grado di guidare il centro-destra. È tutto un sollecitare narcisistico di pulsioni, un giocare di rimessa, che non parla certo alla maggioranza moderata degli italiani".

Che pensa della frase sul femminicidio che non esiste?

"È surreale.

Una negazione della realtà, una posizione arcaica che va ben oltre la semplice critica a una legge. Si nega un fenomeno che affonda le sue radici in una cultura in cui, ancora oggi, persiste l'idea che la donna sia un essere inferiore".

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