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Guerra ibrida russa con spie e sabotaggi. "Dieci Paesi europei attaccati da Mosca"

L'allarme del ministero francese. Parigi e Berlino convocano gli ambasciatori

Guerra ibrida russa con spie e sabotaggi. "Dieci Paesi europei attaccati da Mosca"
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La più importante risposta dell'Europa agli attacchi informatici russi, che "stanno aumentando in portata e gravità". Così l'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, al termine del Consiglio Ue Affari esteri, ha definito "il più ampio pacchetto di sanzioni informatiche mai adottato dall'Ue", concertato - e anche questa è una novità di rilievo - assieme al Regno Unito. Bruxelles ha annunciato sanzioni a nove persone e quattro entità, mentre Londra ha dichiarato di aver aggiunto 24 nomi alla propria lista nera.

A essere colpito dalle sanzioni è l'intero ecosistema che rende possibili questi attacchi, inclusi criminali, hacker, autodefiniti "hacktivisti" e società accusate di partecipare alle operazioni di destabilizzazione informatica della Russia che passano anche attraverso i sabotaggi. "Queste misure - spiega Kallas - includono ufficiali dell'intelligence militare russa del Gru, nonché sedicenti attivisti informatici e società private che contribuiscono agli sforzi della Russia per destabilizzare l'Ue". Sotto accusa in particolare le attività del 16° dipartimento dell'Fsb, ovvero la sezione cibernetica dei servizi segreti interni russi, additato come "istigatore di gruppi di hacker e di promotori di minacce informatiche".

Kallas ha annunciato anche che Bruxelles "convocherà anche il rappresentante russo presso l'Unione Europea in merito alla campagna informatica di Mosca". Cosa che faranno anche la Francia e la Germania, i due Paesi più colpiti dagli hacker sovvenzionati da Mosca assieme a Polonia, Paesi Bassi, Finlandia, Romania, Slovacchia, Austria e Cipro

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha parlato di campagne di cyberspionaggio da parte del gruppo Turla, riconoducibile all'unità 61240 del 16° dipartimento dell'Fsb, che hanno preso di mira "enti pubblici e privati nei settori governativo, diplomatico, della difesa, della ricerca, della tecnologia, dell'istruzione, dei media e dell'energia" e che hanno portato "all'esfiltrazione di un volume significativo di dati". Anche il ministero degli Esteri tedesco ha convocato ieri l'ambasciatore russo a Berlino per questioni "direttamente collegate alle attività informatiche ostili attribuite alla Russia". Si tratta della terza convocazione decisa da Berlino dall'inizio dell'anno, dopo quelle di aprile, per le minacce russe contro obiettivi in Germania, e di fine maggio, in risposta alla richiesta di Mosca ai diplomatici stranieri di lasciare Kiev. Uno sgarbo a cui Mosca ha risposto facendo altrettanto: "L'ambasciatore tedesco in Russia, Alexander Graf Lambsdorff, è stato convocato al ministero degli Affari Esteri russo", ha comunicato il Cremlino su Telegram, allegando un video che mostra il diplomatico che arriva in automobile.

Tra i gruppi più attivi al soldo della guerra ibrida di Mosca c'è NoName057(16), specializzato soprattutto in attacchi DDoS, cioè azioni che rendono temporaneamente irraggiungibili siti internet di istituzioni e aziende. Il gruppo, nato dopo l'invasione dell'Ucraina e che recluta volontari attraverso Telegram, ha preso di mira ripetutamente i Paesi che sostengono Kiev. Compresa l'Italia, colpita da varie campagne attribuite a NoName057(16), che hanno interessato ministeri, aeroporti, porti, aziende di trasporto, banche e altri enti pubblici, nella maggior parte dei casi con effetti limitati grazie agli interventi dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

Per contrastare gli hacker nemici e il virus della disinformazione, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha proposto qualche giorni fa di istituire "un Centro nazionale ed europeo per il contrasto alla guerra ibrida", che renda ancora più fluido lo scambio strumenti e di informazioni tra alleati contro "attacchi cyber, propaganda, manipolazione informativa e campagne cognitive ostili".

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