Una Nato 3.0, con "un approccio innovativo", che l'America finanzierà con "contributi annuali subordinati al raggiungimento degli obiettivi di spesa per la difesa da parte degli altri Paesi". Lo ha detto il segretario Usa alla Difesa Pete Hegseth intervenendo ieri alla ministeriale Difesa Nato a Bruxelles. L'occasione per il capo delle forze armate a stelle e strisce per mettere le cose in chiaro con gli alleati. "Laddove gli altri alleati non spenderanno con urgenza, i nostri contributi diminuiranno. Sarà una strada a doppio senso. Gli Usa non possono preoccuparsi della difesa europea né pagare di più di quanto facciano i nostri alleati. Metteremo in condizione gli alleati di fare la loro parte. Terremo d'occhio gli alleati che non lo fanno e che dicono di no, o forse, o aspettano". Una revisione "che alcuni Paesi non supereranno, mentre altri la supereranno brillantemente".
Il rancore di Hegseth nei confronti dei Paesi europei è forte e poco mascherato. Non ha ancora perdonato loro di aver "negato l'accesso prevedibile alle basi e ai sorvoli che non avrebbero mai dovuto essere messi in discussione" mettendo in tal modo in pericolo "i figli e le figlie dell'America, i nostri figli e le nostre figlie". E annuncia "una revisione del Dipartimento della Guerra della durata di sei mesi che esaminerà la presenza militare e le basi americane in Europa" che durerà "fino a sei mesi, ma potrebbe essere anche meno". Insomma, "l'Europa può e deve assumersi la responsabilità primaria della propria difesa convenzionale" invece che "pensare ancora di essere nell'era del passaggio gratis".
La reprimenda pubblica di Hegseth ha indispettito e stupito gli alleati europei e il Canada. "È un disco rotto", confida una fonte alleata, precisando che gli europei "stanno aumentando" il budget per la difesa e le "contribuzioni" all'assetto militare della Nato per compensare i tagli degli Usa.
E c'è anche una polemica tutta italiana. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, anch'egli a Bruxelles, si schiera totalmente con Hegseth: "La Nato non è un club di amici lettori, è una alleanza militare difensiva, chi vi partecipa deve mettersi in testa di partecipare con lo stesso peso di tutte le nazioni. Questo viene chiesto all'Europa in un momento difficile per l'Europa. Questo ci siamo impegnati a fare e questo dovremmo fare nei prossimi anni. È un cambio epocale per noi". Cambio che comporta un aumento delle spese per la difesa "a cui penso non ci sia alternativa qualsiasi sia la maggioranza e la forza politica che guida il Paese".
Con un avviso al ministro delle Finanze Giancarlo Giorgetti: "Penso sia totalmente consapevole". La risposta di Giorgetti: "Io so i tempi e le modalità, il quantum non dipende da me, tutto il resto lo stiamo gestendo, non c'è polemica su questo". Un po' sì, orsù.