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I 5s contro i soldi agli italiani. Fazzolari: "Tutto verificabile"

I grillini criticano le simulazioni del governo sulle misure che aumentano i redditi

I 5s contro i soldi agli italiani. Fazzolari: "Tutto verificabile"
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I Cinque Stelle attaccano il "dossier Fazzolari" sui salari e parlano di una "operazione di propaganda economica", ma dal governo arriva la rivendicazione di numeri "verificati e verificabili". Al centro dello scontro c'è lo studio elaborato dal Dipartimento per il Programma di governo, secondo cui le misure adottate dall'esecutivo avrebbero prodotto incrementi rilevanti del reddito disponibile per lavoratori e famiglie, fino a oltre 11mila euro annui per una madre lavoratrice con due figli.

I parlamentari M5S delle commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato liquidano il report come uno "studio casereccio" costruito sommando "taglio del cuneo fiscale, riduzione delle aliquote Irpef e detassazioni varie", mentre gli effetti sarebbero stati "mangiati" dall'inflazione e dall'aumento del costo della vita. I pentastellati richiamano il dato Istat secondo cui i salari reali a fine 2025 restano inferiori del 7,8% rispetto al 2021 e sostengono che il potere d'acquisto non possa essere recuperato "con misure frammentarie e temporanee". Ancora più duro Mario Turco, responsabile della politica economica e fiscale M5S, che parla di "ennesima operazione di propaganda economica costruita per raccontare un Paese che non esiste". Secondo Turco, vengono "mescolati indistintamente interventi strutturali e misure temporanee, bonus certi e benefici eventuali", trasformando strumenti condizionati o legati a requisiti specifici in "aumenti permanenti del reddito".

Dal governo, però, la controreplica è netta. Fazzolari (foto) respinge le accuse definendole "sconclusionate" e chiarisce che il dossier si limita a "mettere in fila i principali provvedimenti adottati da quando ci siamo insediati a sostegno del reddito e del potere d'acquisto". Lo studio, spiega il sottosegretario, prende in esame "due lavoratori tipo" per verificare l'impatto concreto delle misure varate dall'esecutivo.

Nel caso di una lavoratrice con due figli piccoli, il beneficio "può arrivare a superare gli 11mila euro di reddito in più l'anno rispetto al 2022 e in ogni caso non è inferiore a 3mila euro", grazie alla somma di revisione dell'Irpef, taglio del cuneo fiscale, bonus mamme, bonus nido, assegno unico, fringe benefit e congedi parentali. "Il dato è clamoroso, certo, ma è assolutamente verificato e verificabile per chiunque avesse voglia di farlo".

Il sottosegretario rivendica inoltre una differenza politica rispetto ai governi precedenti: "Le opposizioni continuano a ripetere che rispetto al 2021 i salari reali degli italiani sono crollati. È vero, peccato che dimentichino di dire che questo crollo si è interamente verificato prima dell'arrivo del governo Meloni". Fazzolari cita i dati Istat secondo cui "da ottobre 2023 i salari hanno ripreso a crescere più dell'inflazione".

Nella replica c'è spazio anche per un affondo contro il M5S sul Superbonus: "Fa sorridere che l'accusa di calcoli caserecci arrivi da chi aveva sottostimato il costo del Superbonus in pochi miliardi e invece ha superato i 130 miliardi".

E sulle tasse, altro terreno di scontro, il sottosegretario rivendica che "noi le tasse le abbiamo diminuite", ricordando due misure strutturali, ovvero revisione Irpef e taglio del cuneo, che da sole valgono "21 miliardi, soldi che rimangono nelle tasche degli italiani". Il governo, insomma, tira dritto e considera il dossier una "operazione verità". Non bonus estemporanei, ma una strategia stabile di sostegno a lavoro e famiglie.

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