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"I confini garantiscono democrazia e sicurezza. Ma oggi la scuola insegna il rifiuto dei nostri valori"

Il sociologo e autore del brano scelto Frank Furedi: "Nell'antica Grecia le mura erano il fondamento delle comunità"

"I confini garantiscono democrazia e sicurezza. Ma oggi la scuola insegna il rifiuto dei nostri valori"
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Tra le tracce della maturità 2026 gli studenti si sono trovati un brano tratto dal libro I confini contano. Perché l'umanità deve riscoprire l'arte di tracciare frontiere scritto dal sociologo Frank Furedi.

Nato in Ungheria nel 1948 da una famiglia che lasciò la nazione dopo la rivoluzione del 1956 trasferendosi in Canada e poi nel Regno Unito dove divenne professore emerito di Sociologia all'Università del Kent, oggi Furedi dirige la sede del think tank MCC a Bruxelles. Stimato e citato in varie occasioni dal ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, numerosi suoi libri sono stati tradotti in italiano, l'ultimo si intitola La guerra contro il passato. Cancel culture e memoria storica. Il brano scelto per la Maturità si sofferma sul concetto di "adultescenti", la parola usata da Furedi per indicare i venti-trentacinquenni che rinviano impegni e responsabilità, preferendo prolungare il proprio stile di vita giovanile.

Un brano del suo libro I confini contano. Perché l'umanità deve riscoprire l'arte di tracciare frontiere è stato proposto all'esame di Maturità. Perché i confini contano?

"I confini sono importanti perché offrono chiarezza e sicurezza riguardo al posto delle persone nel mondo. Nell'antica Grecia, le mura cittadine erano considerate l'infrastruttura su cui si fondava la democrazia. Gli abitanti delle città-stato greche erano cittadini responsabili del futuro della loro comunità. Senza le mura non ci sarebbero stati né demos, né democrazia, né sicurezza. I confini permettono alle persone di conoscere il proprio posto nel mondo, sia moralmente che esistenzialmente".

Nel 2012 ha pubblicato il libro Fatica sprecata. Perché la scuola oggi non funziona: cosa dovrebbe cambiare la scuola al giorno d'oggi?

"Per alleggerire la pressione sui bambini, i sostenitori della pedagogia contemporanea si sono resi complici dell'abbassamento degli standard. Invece di insegnare i valori, la pedagogia contemporanea ha adottato tecniche terapeutiche per aiutare i bambini ad accrescere la propria autostima. Peggio ancora, il curriculum ha spostato l'attenzione dalle conoscenze accademiche e disciplinari a quello che viene definito il curriculum di rilevanza. I bambini hanno bisogno di essere stimolati intellettualmente e la loro capacità di indipendenza deve essere coltivata. Abbiamo bisogno di meno psicologia e più storia e conoscenza classica".

L'assenza di meritocrazia è uno dei principali problemi della nostra scuola e società? Come si può intervenire per riportare il merito a scuola?

"L'istruzione deve premiare l'eccellenza intellettuale, anziché limitarsi a celebrare l'impegno. Deve aiutare gli studenti a comprendere che la vita è fatta tanto di fallimenti quanto di successi. La cosa più importante è che, invece di adulare gli studenti, gli insegnanti dovrebbero stimolarli intellettualmente".

Ha fatto molto discutere in Italia una sanzione data a due studenti per aver esposto uno striscione con scritto "Italia agli italiani", nelle stesse scuole sono però avvenute occupazioni con le bandiere della Palestina nell'accettazione generale. C'è una politicizzazione delle scuole europee dopo il 1968?

"Le scuole sono diventate laboratori politici dove le élite educative promuovono il progetto di socializzare i bambini affinché rifiutino i valori tradizionali della società. In particolare, cercano di allontanare i bambini dalla loro nazione e dal patrimonio storico della loro società. Dal loro punto di vista, la bandiera italiana è moralmente inferiore a quella palestinese".

Lei è presidente del think tank MCC Bruxelles che è stato di recente sospeso dal registro di trasparenza dell'Ue. Perché questa decisione? C'è un attacco da parte di Bruxelles nei vostri confronti?

"Credo che il Segretariato voglia metterci a tacere e assicurarsi che il consenso di Bruxelles non venga messo in discussione da una seria alternativa intellettuale.

Stanno cercando di incoraggiare le persone a lamentarsi di noi per delegittimare il nostro lavoro. Non so quali siano le intenzioni dell'UE, ma molti dei suoi funzionari ritengono che non ci debba essere spazio per l'MCC a Bruxelles".

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