I giovani scelgono Forza Italia Così riparte il cantiere azzurro

Sono 200 gli iscritti alla scuola di formazione "Forza futuro": "Pronti a rimboccarci le maniche, chi non ci crede se ne vada"

nostro inviato a Calvagese della Riviera (Bs)

L'anno scorso la scuola di formazione politica di Forza Italia era stata organizzata in un camping di Sirmione: per stare vicini ai problemi concreti della gente, quella famosa gente che tutti si chiedono chi sia, come sia fatta e soprattutto dove sia andata a nascondersi, visto che il popolo degli astenuti è sempre più folto e evanescente. Irrintracciabile. Ma la gente di centrodestra al camping era andata rumoreggiando, perché anche se il momento è di crisi, eccome se è di crisi, l'anno scorso come oggi, questa è gente che continua a sperare nella bellezza e nella ricchezza. L' understatement a queste latitudini politiche mette solo tristezza. E se la parola lusso è quasi diventata tabù, poco male: la regola è non pronunciarla e non ripudiarla. Qui a Palazzo Arzaga, tra laghetti e buche da golf, bianchi gazebo e tavoli eleganti senza strafare, sembra decisamente a suo agio, questa gente di centrodestra, dall'aria giovane e di ambiziose speranze, anche se non sempre con le tasche piene. «Rimboccarsi le maniche», «non avere paura delle nuove risorse», «valorizzare merito e competenze» si dicono anche all'ora dell'aperitivo. «Abbiamo speso meno rispetto al camping, grazie al volontariato», spiegano pure lieti gli organizzatori.

Duecento ragazzi, duecento, iscritti alla scuola di formazione politica sul Garda Forza futuro , non sono poco cosa. Se poi pensi che il partito si chiama Forza Italia e vive una crisi che alcuni considerano irreversibile, allora questi giovani ben vestiti e ben educati, tutti un po' simili tra loro nell'aria pulitina eppure determinata, in ordine e bonne mine , sembrano addirittura una moltitudine. «Siamo qui per vedere Silvio Berlusconi e sentirlo parlare», dicono. Conferma Marco Bestetti, coordinatore dei giovani milanesi che ne ha raccolto le adesioni, uno degli emergenti azzurri che ha più aiutato Mariastella Gelmini a organizzare questi tre giorni di «cantiere» politico, insieme ai bresciani Mariachiara Fornasari e Andrea Puma. Quest'ansia fisica, che quasi la tocchi, di trovarsi davanti al leader, è un fenomeno vecchio come il 1994 e forse ancora più sorprendente oggi che i fuggiaschi azzurri lasciano il partito per il ruspante Renzi e la giustizia mette all'angolo il Cavaliere come in un serial dalle puntate sempre uguali, neanche fossero i giorni in cui nasceva Forza Italia. Eppure è così: i giovani che vogliono stare dentro questo «cantiere» che non è la «ruspa» di Salvini, guardano al leone ferito e vedono l'unico capo branco capace di rilanciare la sfida.

Sul Garda arrivano gli echi di cene capitoline dove Paolo Romani, presidente dei senatori, e un fedelissimo come Giacomo Caliendo, preparerebbero piatti ghiacciati, un sì alle riforme di Renzi tanto simile ai gusti degli uomini di Verdini. Proprio qui, a Palazzo Arzaga, Caliendo nega e anzi rilancia, striglia «i colleghi che se ne vanno tradendo il mandato elettorale». Marcello Fiori è arrivato da Roma per chiarire ancora una volta da che parte sta. Romani, atteso domenica, si è fatto anticipare da una telefonata in cui assicura che nulla si muove nel dialogo con il premier pigliatutto. Ma è soprattutto Berlusconi, che chiuderà la tre giorni, ad assicurare ai suoi, ancora oggi, in queste ore, che «non si voteranno le riforme di Renzi, a meno che lui non ceda sul premio di coalizione, perché servirebbero soltanto a Renzi per conquistare la guida del Pd». Dice anche, il leader che qui nonostante tutto tutti desiderano vedere e ascoltare, che «non c'è alcun pentimento per essersi chiamati fuori dal Nazareno». Chissà se è per ognuno così. Ma per avere ancora più chiaro il clima di questo «cantiere», basta ascoltare i toni da ultrà di una moderata come la Gelmini: «O dentro o fuori. Chi non ci crede se ne vada. È il tempo delle scelte».

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Commenti
Ritratto di Memphis35

Memphis35

Sab, 26/09/2015 - 10:13

Sarà bene dotare questi ragazzi di un navigatore satellitare. Potrebbero anche smarrire la strada di casa. Atteso che il corso durerà un certo periodo e i cambi di rotta saranno più convulsi e tortuosi del solito. Auguroni!

James Cook

Sab, 26/09/2015 - 11:19

sono in cerca di lavoro...... finiamola con questi giovani!

Beppone3

Sab, 26/09/2015 - 13:29

Ma basta...... non serve a niente, finiranno in un qualche piccolo partitino di lecchini del PD. Il partito va riformato e rottamato, Berlusconi è troppo vecchio e non lo vota più nessuno. Ormai è una gara a chi lo abbandona prima: prima un intero blocco con Alfano, poi Fitto e fittiani, poi dieci di Verdini, ieri ben otto l'hanno mollato. La deve smettere di ammorbare il cdx che vince ovunque eccetto in Italia, faccia spazio a nuovi leader, lui è il passato. E' storia vecchia, vada in pensione che è prossimo agli 80 anni.