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I megafunerali di Khamenei senza il figlio Mojtaba. Poi i nuovi colloqui Usa-Iran

Assenti i leader mondiali. Ma la Russia invia Medvedev. Secondo round di trattative il 18

I megafunerali di Khamenei senza il figlio Mojtaba. Poi i nuovi colloqui Usa-Iran
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Appuntamento al 18 luglio, dopo i funerali di Stato dell'ex Guida Suprema Ali Khamenei nella Repubblica islamica. I negoziati indiretti fra Stati Uniti e Iran, secondo fonti di alto livello, ripartiranno in una località ancora da definire nella seconda metà del mese. Per quella data saranno pienamente concluse le cerimonie funebri che si terranno in pompa magna a Teheran, Qom e Mashhad da domani e per i cinque giorni successivi fino al 9 luglio, quando avverrà la sepoltura dell'Ayatollah a Mashhad, sua città natale, dopo l'uccisione della Guida Suprema nei raid di Israele e Stati Uniti il 28 febbraio. Washington e Teheran hanno concordato una settimana, la prossima, di "calma", riferisce Axios, "senza missili che volano" nello Stretto di Hormuz dopo i colloqui appena chiusi in Qatar. Ma tra i due Paesi volano ancora messaggi che suonano come minacce. Il capo del più alto quartier generale delle Forze Armate iraniane, il Comando Khatam al-Anbiya, ha avvertito che lo Stretto "non è il parco giochi dell'America" e che "i nemici dell'Iran, in particolare Stati Uniti e Israele", in caso di "errore di valutazione", devono tenersi pronti a una "dura rappresaglia contro qualsiasi minaccia e aggressione nei confronti del nostro Paese", ha dichiarato il comandante Ali Abdollahi. Di contro, Teheran pare sia stata avvisata dagli Usa, nel corso del primo round di trattative a Doha, che qualsiasi progresso sullo sblocco dei fondi iraniani congelati rimane subordinato al suo pieno impegno a rispettare il memorandum d'intesa e alla sua effettiva condotta sul campo, comprese le questioni relative alla sicurezza della navigazione di Hormuz.

Tutto è pronto, intanto, a Teheran e nelle altre città simbolo dello sciismo in Iran, per i funerali di Stato dell'ayatollah Ali Khamanei. Altamente improbabile la partecipazione del figlio, la nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei, mai apparso in pubblico e di cui non si è nemmeno mai sentita la voce dalla sua elezione, dopo essere stato anche lui gravemente ferito nel primo giorno di raid di Usa e Israele nella guerra interrotta il 18 giugno con la firma di un fragile cessate il fuoco fra Usa e Iran. Secondo India Today, che cita un'intervista con Hakim Elahi, rappresentante della Guida Suprema in India, Khamenei junior quasi certamente diserterà "per motivi di sicurezza". Sul suo destino, compresa la sua sopravvivenza, aleggia ancora il mistero, tanto che ormai è considerato la Guida Fantasma più che Suprema. Eppure il regime continua a parlarne come un leader attivo. "Ero in Iran la settimana scorsa e ho fatto visita ad alcuni miei amici che lo avevano incontrato, e mi hanno detto che vorrebbe uscire - ha affermato Elahi - Voleva persino guidare la preghiera, perché dobbiamo pregare sul corpo dell'Ayatollah Khamenei. Ma la sicurezza non glielo permette". "Hanno detto che è molto pericoloso. Penso che non uscirà", è stata la conclusione.

Presenti alle esequie i rappresentanti di Russia, Cina, Pakistan, India e Tagikistan, dopo che l'Iran ha escluso esplicitamente i Paesi considerati ostili o non allineati, tra cui i leader degli Stati europei che secondo Teheran "non si sono schierati dalla parte giusta della storia".

Per Mosca ci sarà Dmitry Medevedev, l'ex presidente russo e attuale vice presidente del Consiglio di sicurezza nazionale. Per il Pakistan, che sta mediando fra Usa e Iran, sarà presente il primo ministro Shehbaz Sharif. Cina e India manderanno delegati di alto livello.

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