I monoclonali made in Siena neutralizzano tutte le varianti

Gli anticorpi realizzati dal team di Rappuoli sono più efficaci del vaccino sulle mutazioni inglese e brasiliana

Arrivano i nostri. Buone notizie sul fronte italiano della ricerca. Il vaccino «di Stato» ReiThera, sviluppato allo Spallanzani di Roma, ha superato a pieni voti la fase uno della sperimentazione. E gli anticorpi monoclonali allo studio a Siena sono in grado di neutralizzare le varianti dell'infezione.

«Sono efficaci contro quella inglese - spiega Riccardo Baccheschi, alla guida della Achilles Vaccines - e abbiamo già i dati della sperimentazione. Stiamo verificando la loro efficacia anche contro la variante brasiliana e, al momento, i dati sembrano buoni e lo studio sta dando risultati positivi. In un terzo tempo approfondiremo anche gli effetti sulla variante sudafricana ma al momento non ce n'è ragione, sia perchè in Italia non è diffusa, sia perchè è difficile perfino fare i prelievi per studiarla».

Che i monoclonali neutralizzino la variante inglese è già un buon colpo, soprattutto perchè è sempre più evidente che i vaccini indeboliscano di parecchio il loro effetto a causa della mutazione del virus. Tanto che Moderna sta sperimentando l'iniezione di una terza dose per proteggere le persone dal Covid edizione 2021.

Anche gli anticorpi monoclonali si sono dovuti evolvere per poter essere attuali e non combattere solo la vecchia versione del virus ma anche quella attuale. «Le varianti hanno bisogno di molta attenzione - spiega lo stesso Rino Rappuoli, padre del vaccino anti meningite, direttore scientifico di Gsk Vaccines e coordinatore della ricerca sugli anticorpi monoclonali di Toscana Life Sciences - Hanno messo in crisi molti anticorpi monoclonali sviluppati fino ad ora. I nostri per fortuna appartengono ad anticorpi monoclonali di seconda generazione che riescono a neutralizzare anche le varianti».

«La nostra ricerca - spiega lo scienziato che tutto il mondo ci invidia - è l'unica fatta in Italia che sta andando avanti con le prove cliniche. I nostri anticorpi sono stati prodotti e stanno per entrare in fase clinica nelle prossime settimane. Ci aspettiamo che siano pronti per l'estate».

Senza voler peccare di troppo ottimismo, se le autorità sanitarie facessero in fretta con autorizzazioni e verifiche, si potrebbero sdoganare i monoclonali già per la fine di giugno.

Si tratterebbe della prima cura contro il Covid, vaccini a parte. «Sono una difesa naturale - spiega Rappuoli - perché vengono presi da persone che sono convalescenti e utilizzati per curare. Possono essere usati anche per prevenire la malattia».

Anche il vaccino made in Italy ReiThera compie un altro passo importante: finito lo studio di Fase 1, che ha dimostrato come abbia generato gli anticorpi in oltre il 90% dei pazienti, parte ufficialmente la fase 2, con l'auspicio di terminare la sperimentazione entro l'estate. Il vaccino è sviluppato dall'azienda biotech con sede a Castel Romano, alle porte della Capitale, con il sostegno del Governo, del Consiglio nazionale delle ricerche e della Regione Lazio, cui si aggiunge l'intervento pesante di Invitalia che a fine gennaio ha annunciato lo stanziamento di 81 milioni di euro. I test sui primi 90 volontari sono stati autorizzati dall'Aifa e sono stati condotti all'ospedale Spallanzani di Roma e al Centro Ricerche Cliniche Verona. Ora, con gli studi clinici di fase 2 e 3 si allargherà il numero di volontari sani per testarne l'efficacia.

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