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"I negozi? Nostri partner. Amazon non li ucciderà"

Il vicepresidente globale dell'azienda Jamil Ghani spiega le strategie in Italia: "Chi abbraccia il digitale, aumenta le vendite"

"I negozi? Nostri partner. Amazon non li ucciderà"
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Una volta erano i saldi. Ma siccome ora viviamo tutto l'anno sottocosto bisogna andare oltre al semplice risparmio (non sempre veritiero, tra l'altro) su quello che si compra. Per esempio, il Prime Day di Amazon cambia volto e mese: quattro giorni dal 23 al 26 giugno a caccia del clic giusto su migliaia di prodotti. Ma anche eventi dal vivo a Palermo (con un Festival dal 19 al 21), perché l'obiettivo dell'azienda che ha cambiato il nostro shopping questa volta è "Destinazione Sud", con incentivi alle piccole e medie imprese che vogliono vendere in forma anche ibrida. È l'evoluzione del negozio sottocasa, a cui spiega il vicepresidente globale di Amazon Jamil Ghani in esclusiva per Il Giornale l'azienda fondata da Jeff Bezos vuole essere sempre più amica.

Il Prime Day è un fenomeno mondiale: qual è la sua dimensione in Italia?

"Siamo cresciuti perché ci siamo evoluti: abbiamo milioni di offerte disponibili in tutto il mondo e centinaia di milioni di prodotti acquistati in questi giorni. È anche uno dei periodi in cui registriamo il maggior numero di nuove iscrizioni a Prime, con un dato significativo che riguarda il risparmio. In Italia le Pmi che partecipano sono migliaia".

Risparmio in che termini?

"Non solo sul prezzo dei beni in vendita. Un esempio pratico: a fronte di un costo del servizio annuale di 49 euro, ogni utente ne risparmia in media 135 in spedizioni. Quasi tre volte tanto".

Quanto pesa il Prime Day invece per le piccole e medie imprese?

"Ha un impatto enorme. Nel Prime Day moltissime di loro registrano picchi di vendite senza precedenti: l'anno scorso abbiamo distribuito in Italia 230 milioni di prodotti. Il nostro obiettivo è creare un ecosistema in cui sia i clienti, sia i venditori, traggano beneficio: più scelta, prezzi competitivi e maggiore visibilità per i brand emergenti".

È la rivincita dei negozi di vicinato.

"Questo è il punto: Amazon non uccide i piccoli negozi, ma li aiuta. Sono partner, non alternative da sostituire. Il commercio è sempre più multicanale: uno studio dice che per il 71% dei consumatori i negozi di prossimità che hanno abbracciato il digitale hanno migliorato qualità e quantità dei servizi; mentre il 60% apprezza la possibilità di usare il proprio negozio di fiducia come punto di consegna".

È shopping moderno, insomma.

"Esattamente: nel negozio conta il rapporto diretto, l'immediatezza o la necessità di vedere e toccare un prodotto. L'e-commerce, però, può aiutare queste attività a diversificare i ricavi, fidelizzare i clienti e offrire servizi aggiuntivi. Il cliente guadagna più scelta, tempi più rapidi e maggiore continuità tra acquisto online e acquisto nel punto vendita".

Prime non è solo spedizione. Come si sta evolvendo il servizio?

"Offriamo un pacchetto completo: consegna veloce, Video, Music, Gaming, Reading, Photos e una serie di vantaggi esclusivi. L'idea è semplice: un'unica iscrizione che copre shopping, entertainment e servizi digitali. Lavoriamo per ampliare l'offerta e aumentare il valore percepito dall'utente".

Resterà un servizio unico con un solo abbonamento?

"La risposta è sì. Stiamo investendo molto in tecnologie di intelligenza artificiale per rendere l'esperienza sempre più personalizzata. Il cliente troverà rapidamente ciò che desidera, con suggerimenti basati sui suoi interessi, acquisti precedenti e preferenze".

E sul fronte logistico, quali sono le innovazioni più rilevanti?

"Investiamo su tre direttrici: tecnologia, ampliamento della rete e personalizzazione. Tenete presente che nel 2025 abbiamo distribuito nel mondo 13 miliardi di prodotti in giornata: da voi in molte aree già offriamo consegne in poche ore, soprattutto per la spesa. Per questo sperimentiamo nuove soluzioni per rendere le consegne ancora più rapide ed efficienti, anche per gli acquisti dell'ultimo minuto".

Quali?

"Ci saranno novità interessanti".

L'Italia è fatta di piccoli comuni: Prime sarà sempre più locale?

"Sì: nel vostro Paese conta molto la capacità di servire non solo le grandi città ma anche comunità e territori più piccoli, con soluzioni di consegna sostenibili, punti di appoggio e assortimento. Il futuro di Prime è proprio questo: diventare più invisibile nella complessità e più semplice nell'uso quotidiano".

È una promessa?

"L'Italia è un mercato molto

importante per noi. Nel nostro piano c'è l'impegno di offrire più scelta, servizi migliori e nuove opportunità sia per i clienti sia per le imprese locali. In pratica rendere l'esperienza Prime sempre più utile e conveniente".

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