I padri separati che non pagano rischiano la cella

Chi non versa l'assegno ora può essere arrestato. Le storie di chi non riesce ad andare avanti

I padri separati che non pagano rischiano la cella

Carcere per chi non paga l'assegno di mantenimento per i figli. L'articolo 570 bis del codice penale in vigore da ieri stabilisce infatti la severa sanzione della reclusione fino a un anno e una multa che va da 103 euro fino a 1.032 euro. Esagerazione? La norma è chiarissima e riguarda chi si rifiuta di versare l'assegno stabilito in sede di separazione o divorzio. Il carcere può scattare per chiunque «si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale o alla qualità di coniuge». La norma vale anche per le coppie di fatto, i cui figli, alla luce della legge Cirinnà, sono equiparati a quelli nati durante il matrimonio.

La legge fa scalpore ma in realtà già in passato il codice penale del 1930 puniva con il carcere (almeno sulla carta) coloro che facevano mancare i mezzi di sostentamento al coniuge o ai figli. Poi con diverse modifiche è diventato reato non pagare gli assegni per i figli in genere. E ora c'è una norma che accomuna tutte le varianti. Discutibile su molti aspetti. Per esempio, non versare l'assegno per il figlio maggiorenne sarà punito solo se i genitori sono divorziati ma non se i genitori sono separati o peggio non sono sposati. Potrebbe inoltre finire in tribunale anche chi è puntuale con l'assegno mensile, ma magari non ha rimborsato le spese per i libri o per le vacanze dei figli.

Tutte incongruenze che fanno indispettire l'Associazione padri separati che ogni giorno si scontra con situazioni di grande stress emotivo ed economico. Tiziana Franchi raccoglie casi davvero pietosi: «Molti padri perdono tutto, non riescono ad arrivare a fine mese, sono ridotti alla miseria e non possono neppure detrarre dalla dichiarazione dei redditi l'assegno di mantenimento per i figli».

Ecco un caso come tanti, quello di Luigi. «Oggi ho chiesto 100 euro a mio fratello per pagare la benzina. E a fine mese mi scade l'assicurazione ma non ho soldi per pagarla». Luigi ha 50 anni, fa l'operaio, con straordinari e notturni arriva a 1.800 euro al mese. Con questi soldi deve far quadrare i conti: 500 euro per il mantenimento della sua bimba di 4 anni, 490 per un finanziamento acceso anni fa, 500 euro per l'affitto della sua attuale casa di cui paga le spese come seconda casa. Da un anno ormai non paga più la rata del mutuo della casa coniugale, non ha i soldi. «La casa andrà all'asta ma io non ce la faccio più, sono distrutto. Ma se un uomo arranca non impietosisce nessuno. Invece la mia ex ha il fidanzato che l'aiuta, lavora in nero e prende i soldi della disoccupazione».

Leonardo, 56 anni, meccanico, due figli, di 23 e 15 anni. «Li adoro, per loro ho pagato 1.300 euro al mese finché ho potuto. Ma ora ho perso il lavoro e posso versare 600 euro e solo perché ho ipotecato il mio mini appartamento. Ma la mia ex vuole che lo venda per ottenere più soldi nonostante alla separazione si sia intascata 450mila euro della casa coniugale. Mi ha braccato, mi ha rovinato la vita, mi ha ridotto in miseria».

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