L'Europa prova ad arginare l'immigrazione clandestina incontrollata per salvaguardare i veri richiedenti asilo, ma il giorno dopo il voto del Parlamento Ue che ha sancito l'alleanza Ppe, destra e liberali (con la leader Pd Elly Schlein inorridita) l'opposizione in Italia e in Europa pensa al suo bicchiere mezzo vuoto e si sente orfana degli scafisti e del business dell'accoglienza, con Riccardo Magi di +Europa che definisce il provvedimento "una vittoria di Pirro", e vabbè. Dimenticando che sono diminuiti persino i morti in mare, gli sbarchi sono calati fino all'80% rispetto al 2023 mentre i rimpatri sono aumentati del 60% e i Cpr sono gestibili anche sotto il profilo dell'ordine pubblico. A piangere sono solo le coop che incassano molti meno soldi dal Viminale.
A guidare il fronte degli euroaffranti c'è la Spagna di Pedro Sánchez, che per far dimenticare i guai giudiziari che sfiorano pure l'ex premier José Luis Zapatero spara contro l'ipocrisia del Ppe che "manda un messaggio sbagliato" ma intanto - come ha ricordato il Giornale il 25 aprile - ha già esternalizzato il controllo delle proprie frontiere stile Albania in Mauritania, finanziando coi soldi Ue due centri a Nouadhibou e Nouakchott per trattenere i migranti prima che raggiungano le Canarie. Dei rifugiati, di cui oggi si celebra la giornata mondiale, importa a pochi. "Si muore nel Mediterraneo e nei campi, servono corridoi umanitari", sottolinea giustamente Marta Bernardini, coordinatrice di Mediterranean Hope. La lotta ai trafficanti di uomini passa però da accordi e progetti come la Sala operativa congiunta italo-libica a Tripoli con Qatar e Turchia, esito naturale del vertice di Istanbul del 1° agosto dell'anno scorso. E dire che in questi mesi alla fine dell'asse scafisti-Ong - dimostrato per tabulas anche in inchieste della magistratura taciute dai giornaloni - e al rafforzamento del pattugliamento delle navi militari c'è stato un drastico calo dei salvataggi in mare aperto, come le 64 persone intercettate da Alarm Phone a nord di Abu Kammash, in Libia. Parliamo di organizzazioni spietate, capaci di partire con cacicchi fradici come quello che si è schiantato a Cutro, con la sinistra che punta il dito contro gli eroi di Capitaneria di Porto e Guardia di Finanza che in questi anni hanno salvato migliaia di vite anziché con gli scafisti, così sfrontati da pubblicizzare i viaggi dalla Tunisia sui gommoni con Tik Tok, come ha scoperto la Mobile di Genova: "Meglio due minori di due adulti, pesano meno e incassiao di più", dicevano.
Tra i Cinque stelle la confusione regna sovrana. Sono lontani i tempi dell'accordo con Matteo Salvini sui porti chiusi, la senatrice M5S Sabrina Licheri scopre il doppiopesismo togliattiano per condannare "accoglienza indiscriminata e respingimenti di massa", a suo dire "entrambe scorciatoie che generano ulteriori problemi, non soluzioni utili per governare il fenomeno dell'immigrazione". Nicola Fratoianni di Avs è convinto che Giorgia Meloni esulti perché non vede l'ora di "cacciare fuori dai confini del continente cittadini e cittadini straniere", Ilaria Salis lo scimmiotta parlando di "deportazione fascista", il Pd in piena crisi mistica si nasconde dietro Papa Leone XIV e con Sandra Zampa accusa Strasburgo e la presidente della commissione Ue Ursula Von der Leyen di "indifferenza" rispetto all'appello del Pontefice a correggere il provvedimento che "indebolisce i diritti fondamentali e della dignità delle persone".
Fa sorridere anche l'ex presidente della Camera Laura Boldrini, secondo cui il sistema dei Cpr in Albania che ha ispirato la Ue sarebbe "un fallimento", mentre in Europa avrebbe vinto "il modello di Donald Trump, quello dell'Ice che perquisisce le case e
deporta i migranti, inclusi bambini e famiglie". Bisognerebbe capire in quale telegiornale o trasmissione in Italia la Boldrini avrebbe visto queste scene. Perché alla sinistra farsi i film è rimasta l'ultima ossessione.