Inchiesta Diciotti, colpo di scena: i giudici di Palermo non sono competenti

Il tribunale dei ministri di Palermo ha restituito gli atti alla procura palermitana che li ha inviati a Catania per "declaratoria di incompetenza territoriale"

Inchiesta Diciotti, colpo di scena: i giudici di Palermo non sono competenti

Non si ferma l'inchiesta contro Matteo Salvini. Nel mar Mediterraneo non ci sono pià Ong pronte a recuperare immigrati al largo della Libia, ma l'affondo dei giudici nei confronti del ministro dell'Interno continua. Dopo l'avvio dell'inchiesta da parte del pm Luigi Patronaggio di Agrigento per i fatti della nave Diciotti, infatti, con un inatteso colpo di scena la palla (giudiziaria) è passata da Palermo a Catania. Dove il leghista potrebbe trovarsi a dover rispondere di sequestro aggravato.

Secondo il Tribunale dei ministri di Palermo, infatti, l'ordine arrivato dal Ministero dell'Interno di bloccare sulla nave Diciotti della Marina Militare gli oltre 150 migranti è arrivato quando l'imbarcazione era ancora in acque di competenza territoriale catanese. Quindi non a Lampedusa. Cosa significa? Che il pm Patronaggio e la procura di Agrigento non erano (e non sono) competenti per territorio. Le indagini spettano a Catania. E così il tribunale dei ministri ha rimandato il fascicolo alla procura di Palermo e Francesco Lo Voi, procuratore Capo, non ha potuto far altro che inviarla ai colleghi di Catania. Il Presidente del Tribunale dei ministri Fabio Pilato ha spiegato di avere "portato a compimento le proprie attività" e "di avere rimesso gli atti al Procuratore della Repubblica di Palermo" Francesco Lo Voi "per l'ulteriore corso a seguito di declaratoria di incompetenza territoriale", come fa sapere il Presidente del Tribunale Salvatore Di Vitale. Adesso il procura catanese valuterà il caso e girerà il fascicolo al tribunale dei ministri competente.

Il caso, come noto, era nato a metà agosto quando Patronaggio decise di iscrivere nel registro degli indagati Salvini e il suo capo di gabinetto Matteo Piantedosi (poi uscito dall'inchiesta). Le tante ipotesi di reato erano state ridotte al "solo" sequestro aggravato deciso dalla procura di Palermo. "Incredibile - attacca Matteo Salvini - continua l’inchiesta su di me: sarei un sequestratore (rischio 15 anni di carcere) per aver fermato in mare una nave carica di immigrati. Ora l’indagine, partita da Agrigento, passerà da Palermo a Catania...Ma chiudetela qui e lasciatemi lavorare!".

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