Nell'ultimo controllo del 2019 per il comune di Crans Montana al Constellation "era tutto in regola". Addirittura i vigili del fuoco, dice Jacques Moretti a verbale, "hanno approvato" la schiuma acustica sul soffitto. Quella che ha causato la strage di capodanno. Il titolare del locale si difende così davanti ai pm, mentre la moglie Jessica, ammessa a presenziare all'interrogatorio del 21 gennaio, come prevede la legge svizzera, può ascoltare la versione del marito e il giorno dopo dare la sua, che combacerà in pieno. I pm gli mostrano delle foto, consegnate alla procura da un testimone, in cui si vede che a metà dicembre, due settimane prima della tragedia, c'erano delle stecche da biliardo a sorreggere la schiuma acustica: "Semplice manutenzione, ho applicato l'adesivo per fissarla". Di nuovo Moretti scarica sul negozio Hornbach in cui ha comprato i pannelli fonoassorbenti, la colpa di non aver saputo che fossero infiammabili. "Non ho ricevuto alcuna informazione, ho specificato che erano per un bar". Il negozio risponde: "Chiunque voglia installare o modificare qualcosa deve verificare se il materiale è adatto allo scopo previsto".
Forse Moretti non aveva bisogno che qualcuno glielo dicesse visto che dopo l'acquisto aveva fatto personalmente dei test: "Ho preso una fiamma per vedere l'effetto. Ha bruciato tutto. Il fumo mi ha fatto sentire male". Quanto ai social oscurati poche ore dopo l'incendio, uno dei punti più contestati dai legali delle parti civili come possibile inquinamento probatorio, Jacques Moretti sostiene che è stato fatto "per rispetto delle vittime". Alla moglie Jessica i pm chiedono se non si fosse accorta del rischio di far portare ai dipendenti le bottiglie scintillanti a cavalcioni, raso soffitto: "Lo facevano spontaneamente - ribadisce la titolare, riferendosi a Cyane, la cameriera di 24 anni col casco morta nel rogo - Se avessi pensato anche al minimo rischio, l'avrei vietato. Per me, non c'era alcun pericolo. In dieci anni di gestione, non ho mai pensato che potesse esserci un rischio".
Nelle prossime ore alcuni avvocati delle parti civili depositeranno altra documentazione per chiedere di fare luce sul passato dei coniugi Moretti. E su due episodi antecedenti alla strage, uno accertato e l'altro tutto da confermare. Nel marzo 2024 un rogo è scoppiato nel ristorante rilevato dalla coppia a Lens, Le Vieux Chalet. Un altro, sostiene una testimonianza indiretta raccolta da uno dei legali, si sarebbe verificato proprio al Constellation, un anno prima della tragedia di Capodanno.
Restano le critiche nei confronti della Procura, su cui pende la richiesta italiana di affiancarle una squadra di investigatori. L'ultima falla, rivelata da Nzz, sarebbe altrettanto pesante. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza del comune puntate all'esterno del locale non sarebbero state acquisite in tempo. I pm svizzeri le avrebbero richieste troppo tardi. Le memorie conservano le immagini per non più di una settimana. La polizia cantonale però avrebbe tenuto un back up dei video dalla mezzanotte alle 6 del primo gennaio.
E dopo settimane di silenzio, il sindaco di Crans Montana, Nicholas Feraud, decide di parlare: "Mi assumerò le mie responsabilità se dovessi essere incolpato - ha detto all'agenzia svizzera Keystone-Ats - Mi rendo conto che sono colpevole agli occhi di molta gente. Il pubblico ministero stabilirà le responsabilità di ognuno, inclusa la mia, e la affronterò. Umanamente, e senza speculare su quello che dirà la giustizia, sento il peso della responsabilità. Piango tutti i giorni - aggiunge - È il peggior momento della mia esistenza e resterà fino alla fine.
Ho iniziato una terapia presso uno psicologo e penso che durerà a lungo". Conferma però che non ci saranno dimissioni: "Mi sto impegnando per gestire la crisi. Fino alla fine del mio mandato, non abbandonerò la nave in piena tempesta, per rispetto del Comune e di questi luoghi".